La ragazza della tempesta, di Fabrizio Valenza

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La ragazza della tempesta è un romanzo piuttosto breve, ma secondo me ben fatto. Devo dire che non amo particolarmente i romanzi d’amore, e questo si può dire che, per metà, fa parte di questa categoria; e il pizzico di giallo e di mistero che pervade il romanzo – complice alcune pagine tratte da un diario del passato – non riesce a renderlo insieme sia una storia d’amore che un giallo con tutti i crismi. Il mistero è, a mio parere, funzionale alla storia che si sta raccontando; non serve a creare un giallo, quanto a rendere più interessante una storia che di suo non avrebbe una particolare originalità.
Nonostante non ami questo tipo di storie, devo dire che La ragazza della tempesta è un romanzo che mi è piaciuto e che ho letto con piacere. Non è una lettura né impegnativa né lunga, e nonostante la storia possa sembrare “già vista”, è interessante e avvincente, anche per scoprire questo mistero che ruota intorno all’isola dei morti. Si tratta di un libro che si può tranquillamente finire in un pomeriggio. I personaggi sono abbastanza credibili, anche se in alcuni casi ho trovato certi pensieri o dialoghi poco naturali; ma tutto sommato è un difetto perdonabile. Abbiamo Lidia da una parte, una giovane giornalista del Corriere della Sera messa però “a riposo”, che si rifugia in un paesino della Liguria per una breve vacanza; è qui che conosce Riccardo, un pescatore piuttosto benestante che la affascina immediatamente. C’è però di mezzo qualcosa che le sfugge di lui, l’isola dei morti, che a quanto pare a che fare sia con lui che con una ragazza morta, e il suo desiderio di riscattarsi al lavoro. Il finale uno un po’ se lo aspetta, ma non per questo è meno godibile, anzi; io l’ho trovato un pochino commovente, anche se non mi ha proprio strappato le lacrime. Inoltre ho apprezzato molto sia l’ambientazione estremamente realistica – nonostante io non conosca la zona descritta – e quel pizzico di ironia che pervade la parte “gialla” del romanzo: sinceramente a leggere di certi timori sono scoppiata a ridere. E ho trovato divertente anche la scena della colazione “da seduttrice”, salvo poi scoprire una verità piuttosto scomoda per la nostra eroina!
E poi, cosa importantissima a mio parere, non ci sono strafalcioni grammaticali, di ortografia o che altro: qualche errorino è sfuggito, ma nel complesso il libro è ben scritto e lo stile mi è piaciuto.

Insomma, un buon libro, e anche se so che non è il primo scritto dall’autore, credo sia anche un buon esordio nella letteratura “romantica”. Certo, non lo si può definire un romanzo d’amore come gli altri: se vi aspettate un harmony, o una storia alla Nicholas Sparks, beh, non è questo l’autore per voi. Ma se vi piace leggere un pizzico di romanticismo, un pizzico di giallo, una buona trama e dei personaggi simpatici, allora dovete scegliere Fabrizio Valenza.

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