La recensione dell’album ” Delta machine” dei Depeche Mode

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I Depeche Mode tornano finalmente sul mercato discografico con il nuovo album “Delta Machine” (Columbia Records), il tredicesimo della loro ultratrentennale carriera. Un “comeback” molto atteso, a ben quattro anni dall’ultimo disco, con il gruppo britannico che si propone in una veste musicale per certi versi nuova. “Delta Machine” è stato registrato nel corso del 2012 negli Stati Uniti ed è prodotto da Ben Hillier.

Il cd include tredici brani dal sound particolare, non tutti in linea con la produzione più tipica dei Depeche Mode, cui il pubblico è abituato. Martin Gore, il tastierista e chitarrista del gruppo, ha parlato di una svolta stilistica, spiegando che la band aveva in mente un sound “molto moderno”.

Il singolo tratto dall’album è “Heaven“, una ballata elettronica dall’impianto melodico limpido, giocata su drum-machine, sintetizzatori e chitarre elettriche. La traccia di apertura, “Welcome to my world” è sapientemente costruita sulle tastiere e su climax sonori e vocali di forte impatto. Bizzarra invece “Angel“, divisa a metà tra strofe arrabbiate e un ritornello dai toni eterei. Il disco contiene naturalmente anche brani che rimandano alla produzione più classica dei Depeche Mode, come “Soothe my soul” o “Alone“. Trade-mark dell’intera operazione è un approccio che lascia spazio alle melodie di ampio respiro, con arrangiamenti minimalisti, sottolineati dai ritmi elettronici, di cui i Depeche Mode sono maestri riconosciuti.

The Child inside” propone un arrangiamento basico, solo con il piano elettrico e l’ipnotica tessitura della voce di David Gahan. Bei riff di chitarra e sezione ritmica in evidenza invece in “Slow”. “My little universe” coniuga con abilità sonorità nervose e parti vocali placide ed intense. Profonda l’atmosfera di “Broken”, quasi un’ode nostalgica. Dall’incedere solenne, quasi apocalittico “Secret to the end”, con elettriche e sinth che si intrecciano: è forse qui il ritornello più cantabile di “Delta Machine“. Una menzione speciale per la qualità delle interpretazioni vocali di Gahan, impeccabile e pulito.

Nella versione Deluxe, disponibile in un cd doppio, sono compresi addirittura quattro brani in più e un libro di fotografie del gruppo a cura di Anton Corbijn. In Italia li si aspetta come sempre con impazienza: saranno da noi per due date estive del loro tour europeo, a Milano (San Siro, 18 luglio) e Roma (Stadio Olimpico, 20 luglio).

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