La signora di Ellis Island (libro)

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Il libro racconta la storia di Giuseppe, un uomo che ha il coraggio di lasciare una vita che conosce per fare un salto nel buio attraverso un secolo di storia. Storia che comincerà con la sua partenza per l’America nel 1902, insieme a molti altri italiani dell’epoca, tutti in cerca di fortuna. L’autore ci racconta così del fascismo, della ‘ndrangheta, del progresso così veloce da segnare un cambiamento epocale.

Giuseppe, 21 anni, figlio maggiore di una famiglia dell’Aspromonte, decide di partire per far fortuna in America. Giunto ad Ellis Island, però, non supera le visite mediche a causa del suo favismo (una carenza enzimatica ereditaria che in alcuni casi porta all’anemia emolitica) e rischia di essere rimandato in Italia.

Lo salverà una signora vestita d’azzurro e con un bimbo in braccio. Lei tornerà nella sua mente anche successivamente, quando, dopo cinque anni di miniera, Giuseppe torna in Calabria con la convinzione di essere stato un miracolato. Questa convinzione lo spinge a promettere di mandare il suo primogenito in seminario.

Toccherà invece ad un altro suo figlio, Ciccio, prendere i voti. Questo evento segnerà per sempre la vita del ragazzo, costringendolo ad una dura battaglia interiore a causa del contrasto tra sue idee comuniste e la tonaca.

L’incontro con la donna ad Ellis Island ha quindi cambiato le sorti di tutta la famiglia, a causa della convinzione di Giuseppe di essere stato miracolato.

Il racconto è un po’ la rappresentazione letteraria del cammino che è stato percorso dalla popolazione contadina del sud Italia per uscire dalla povertà ed avere un’istruzione, cercando di scegliere il proprio destino senza subire le scelte dei “padroni”.

Un episodio particolarmente importante è la discesa in miniera di Giuseppe e dei suoi compagni. Qui è chiara la battaglia tra gli imprenditori in cerca di profitto e la solidarietà tra poveri. infatti, quando viene ritrovato un ragazzo in pessime condizioni, tutti i lavoratori cercheranno di curarlo, e gli troveranno anche un nome di fantasia, vista l’assenza di identità: Ehitù.

Le due guerre mondiali, i rapporti familiari, il legame con la propria terra, la religione e tutte le vicende subite dai protagonisti del libro riescono a conferire ai personaggi una veridicità che li portano quasi ad “uscire” dal libro.

Scritto per rendere il giusto tributo agli avi che tanto hanno patito in passato, “La signora di Ellis Island” è un romanzo molto diretto. Quasi dispiace di essere arrivati all’ultima pagina con la certezza, ancora una volta, che nei primi del ‘900 si sia pagato il progresso economico e tecnologico a caro prezzo, a partire dall’abbandono delle campagne.

L’autore

Mimmo Gangemi è nato a Santa Cristina d’Aspromonte nel 1914, vive a Palmi ed è Ingegnere di professione. Ha ottenuto nella sua carriera numerosi ed autorevoli premi letterari. Tra i romanzi già pubblicati ricordiamo:
Il giudice meschino, 2009
25 Nero, 2004
Il passo del cordaio,2002
Pietre nel levante, 2001
Quell’acre odore di aglio, 1999
Un anno d’Aspromonte, 1996

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