La Strada (Film)

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Viggo Mortensen (Uomo) e Kodi Sit-McPhee (Ragazzo) sono i protagonisti del film “La Strada” (2009), tratto dal romanzo omonimo dell’autore americano Cormac McCarthy, vincitore del Premio Pulitzer nel 2007.
Tra gli altri attori vanno ricordati Charlize Theron (Donna) e Robert Duvall (Anziano). Da notare che ogni personaggio della storia è senza un nome e senza un’identità.
L’ambientazione è di tipo futuristico, la trama si svolge in un periodo storico non definito. L’unica indicazione temporale è data dall’informazione di una catastrofe mondiale avvenuta quattordici anni prima e che ha portato con sé conseguenze gravissime per la vita sul pianeta.

A parte la scomparsa di ogni risorsa di tipo energetico o tecnologico, il clima si è modificato a causa di un raffreddamento globale ed ogni specie animale si è completamente estinta. I pochi esseri umani sopravvissuti si trovano a vivere in uno stato primitivo, a combattere contro la Natura ostile e soprattutto contro la terribile ferocia dei propri simili. A causa, infatti, della mancanza di cibo, molti sono degenerati verso il cannibalismo e la lotta per la sopravvivenza diventa ogni giorno sempre più dura.
I due protagonisti si mettono in viaggio, vogliono percorrere l’America recandosi verso Sud, verso la costa, in modo da poter trovare un luogo in cui il clima sia più mite. Devono, quindi, affrontare tutti i pericoli che possono incontrare lungo la strada, camminando in un territorio completamente ostile. Con loro hanno soltanto un carrello della spesa in cui conservano i pochi oggetti personali, ma soprattutto hanno una pistola, con due colpi caricati, da usare in caso di estremo pericolo.
L’animo del padre è completamente sopraffatto dalla consapevolezza dolorosa di sapere che prima o poi dovrà lasciare il proprio figlio solo in quell’ambiente e la disperazione lo porta sempre più verso un atteggiamento di totale rigidità, di durezza e soprattutto di grande egoismo nei confronti di chiunque venga a trovarsi a contatto con loro durante il cammino
In questo modo l’uomo corre il rischio di lasciare al bambino un esempio non positivo e di influenzarlo negativamente. Questo, però, non accade. Per il bambino il percorrere la via sembra quasi avere un valore simbolico, riesce, infatti, a sublimare tutto il male che vede, quel modo di esistere così terribile, riuscendo a mantenere saldamente aperta la porta della speranza in un futuro migliore.

Sarà proprio il senso di pietà e di compassione del figlio verso gli estranei che incontreranno e il sentimento del perdono verso chi avrebbe voluto fare loro del male che farà intravvedere la possibilità di uno spazio per la bontà e la generosità come prerogative sempre presenti nell’animo umano, nonostante tanto abbrutimento. E, come spesso accade, il bene attrae altro bene: dopo la morte del padre il bambino non resterà solo, ma incontrerà una famiglia a cui si aggregherà e con cui continuerà a camminare lungo la via della vita che si apre di nuovo al sentimento dell’umanità

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