L’esercito delle 12 scimmi (film)

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L’esercito delle dodici scimmie (Twelve monkeys, USA 1996, 125’)
Genere: Fantascienza
Regia: Terry Gilliam

Interpreti: Bruce Willis, Madeleine Stowe, Brad Pitt

Nell’anno 2035 il genere umano è ridotto a pochi individui che vivono sotto la superficie terrestre. Questo a causa di un virus letale diffusosi nel 1996 che ha sterminato il 99% della popolazione e infettato irrimediabilmente l’aria. L’unica speranza per l’umanità è studiare la forma originaria del virus e le cause del contagio. Per questo un gruppo di scienziati che è riuscito a costruire la macchina del tempo decide di inviare nel passato una cavia che studi la situazione: la scelta cade su James Cole, un detenuto dal carattere violento e irascibile. Nel viaggio però qualcosa va storto e James finisce nel 1990, anno in cui i suoi discorsi sulla fine del mondo vengono naturalmente considerati deliranti: il viaggiatore viene internato in manicomio. Non si può dire di più per non rovinare la visione di una storia il cui misterioso intreccio si scioglierà pian piano, tra continui colpi di scena.

L’esercito delle dodici scimmie è una classica storia di viaggi nel tempo arricchita dal talento visionario di Terry Gilliam e da un sottotesto malinconico e pessimista che riflette sul tempo e sull’uomo. Il regista ex Monty Python dà a tutto il film un tono allucinato, claustrofobico e angosciante, attraverso l’uso del grandangolo (suo marchio di fabbrica), di prospettive sghembe e di una fotografia dai toni lividi e cupi. Le sequenze bellissime nella terra post-apocalittica e poi nell’ospedale psichiatrico trasmettono un senso di ansia ma anche di una ineluttabilità che man mano si scoprirà essere il cardine su cui gira la storia.
E nella spirale di paradossi temporali, in un passato che forse è il presente e un futuro che si avvolge su se stesso, si viene avviluppati da un senso di vertigine (non a caso è esplicitamente citato Vertigo di Alfred Hitchcock) e, in fondo, di paura. Paura del futuro che non è altro che sublimazione del senso di provvisorietà del presente.
Tra immagini grottesche e, forse, qualche eccesso, il film va verso il suo finale: splendido, indimenticabile, onirico, depalmiano, giocato tra ralenti emozionali e dettagli, e in cui la comprensione della circolarità della storia lascia un sapore dolceamaro. Dopo questo film forse si avrà bisogno, come il Bruce Willis venuto da un futuro catacombale, di aria fresca da assaporare, ma ne sarà valsa la pena.

DVD: due dischi in Widescreen, Dolby Digital 5.1
Lingua : inglese e italiano; sottotitoli in italiano
Contenuti extra: dietro le quinte, trailer, commenti tecnici. Da segnalare soprattutto lo straordinario documentario “The Hamster Factor and Other Tales About the Making of 12 Monkeys” che mostra il lavoro fatto sul set.
Produzione: Universal Pictures
Prezzo: tra i 9,90 € e 12,90 €

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