L’intossicazione alimentare (alimentazione)

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L’Escherichia Coli è uno dei principali batteri che causa il fenomeno dell’intossicazione alimentare ed è strettamente legata al consumo di cibi.
L’elenco delle malattie che negli ultimi anni sono state associate ad un veicolo alimentare è nettamente aumentato; ecco il motivo per cui molte ricerche sono volte al diretto isolamento dell’agente patogeno assunto dal soggetto attraverso il cibo.
In una recente conferenza tenutasi in Scozia, gli studi di eminenti ricercatori hanno portato alla conferma di quanto fino a poco tempo fa si sospettava. L’agente patogeno di intossicazioni alimentari quali, tra le maggiori, L’Escherichia Coli, la Salmonellosi e lo Stafilococco, sarebbero da imputare alle cattive condizioni igienico sanitarie in cui sono confezionati alcuni prodotti del mercato industriale alimentare. Prime tra tutte, nel caso dell’Escherichia, sono annoverate le insalate confezionate.

Le insalate in busta che troviamo nei supermercati sono uno dei maggiori veicoli per le tossine di questo tipo. Se consideriamo che il prodotto viene conservato in busta chiusa, sigillata in ambienti con atmosfera protettiva, è facile valutare la garanzia della conservazione del batterio.
Recenti esempi di salmonellosi in Gran Bretagna sarebbero da imputare a una partita di insalata mal lavata e le cause di un focolaio di Escherichia nel 2006 negli Usa pare invece dovuto a una partita di spinaci freschi confezionati.
Le intossicazioni di questo tipo, definite tossinfezioni, derivano dunque dall’ingestione di microrganismi patogeni a danno della mucosa intestinale, che ne viene colonizzata, e altera la flora batterica anche quando il microrganismo viene a mancare perché espulso. I sintomi si manifestano tra le due e le sei ore dopo l’ingestione dell’alimento portatore e le conseguenze sono da non trascurare: vomito, diarrea e dolori addominali, ma anche febbre. Nel caso dell’Escherichia si può arrivare all’infezione delle vie urinarie ma anche ai disturbi emorragici.
Dobbiamo considerare che la gravità dei sintomi dipende dal batterio, ma anche dalla quantità di cibo infetto consumata. Inoltre il singolo stato di salute generale del soggetto può opporsi alla sensibilità per la tossina batterica.

Le tossinfezioni alimentari restano tuttavia un fenomeno non sottovalutabile.
Qualora si manifestassero con intensa perdita di liquidi, questa va reintegrata con tisane calde e limone. Nei comuni casi di intossicazione il medico tende a non prescrivere antibiotici se non nel caso in cui si protragga per più di due giorni.
L’attenzione va però posta all’acquisto di questi prodotti, che – a differenza di quanto indicato sulla confezione – vanno sempre e necessariamente lavati. E questo non è valido solo per le donne in gravidanza. Le insalate, ad esempio, possono essere risciacquate con abbondante acqua salata o con aggiunta di limone, che può disinfettarle, oppure con bicarbonato.
In generale, tutte le verdure che si consumano crude, vanno sciacquate, perché potrebbero essere contaminate in qualunque fase del processo produttivo: dai batteri, dal suolo, ma anche dall’acqua durante il lavaggio e in fase di confezionamento.

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