Mangiare meno

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L’alimentazione permette all’organismo degli esseri viventi di crescere, di passare dallo stadio infantile a quello adulto, in cui si raggiunge la maturità sessuale e quindi la capacità di riprodursi e permette di conservare la vita. Il cibo dà energia al nostro organismo e mantiene un livello calorico sufficiente a conservare la temperatura del corpo propria di ogni specie. Nel caso dell’uomo, 37 gradi centigradi. Se il cibo non arriva, l’organismo preleva calorie dai depositi di grasso, che previdentemente vengono immagazzinati quando ci si nutre. La salute sta nel mantenere in equilibrio questo processo di entrate e uscite: se si mangia troppo, si va oltre lo scopo naturale per cui esistono i depositi di grasso. E si diventa obesi. Per alcuni, l’impulso a mangiare oltre misura deriva da una fame ancestrale, sarebbe una specie di comando rimasto nel nostro cervello, e pronto per attivarsi in presenza del cibo. Per altri, la spiegazione è psicologica. Di fatto noi creiamo una situazione anomala, con questo bisogno quasi nevrotico di eccessiva alimentazione. Invece la regola d’oro è quella di mangiare poco. Non solo per i rischi cardiovascolari legati al sovrappeso, ma anche perchè più cibo si introduce e più rischi si corrono per il tumore. Il rischio di tumore è proporzionale alla quantità di cibo che s’introduce: più cibo più rischi. Molte patologie dell’alimentazione spesso sono legate a una cultura che ha perso di vista l’indispensabile. Malattie pesanti come l’anoressia e la bulimia non esistevano quasi, 30-40 anni fa, ma c’era una buona educazione al cibo, un’attenzione al suo buon uso, che non era dovuto al solo fatto che allora si era più poveri. Si era certamente meno consumisti.

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