X Men (film)

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X-Men (Usa 2000, 104′)
Genere: Fantascienza
Regia: Bryan Singer

Attori principali: Hugh Jackman, Halle Berry, Ian McKellen

Nella terra del prossimo futuro un salto nell’evoluzione ha fatto sì che alcuni individui nascessero con delle mutazioni genetiche che danno loro particolari facoltà: telepatia, forza sovrumana, controllo degli elementi, camaleontismo e tantissime altre. Ma i “mutanti” sono visti con paura e sospetto dagli umani, ed è per questo che il professor Xavier, uno dei primi esseri della nuova “specie”, ha fondato una scuola che insegna loro a gestire i poteri e a non sentirsi diversi. A lui si contrappone però il suo vecchio amico Magneto, che invece è intenzionato a portare avanti una guerra senza quartiere agli umani, nel timore che essi vogliano discriminarli e segregarli. Per attuare i suoi piani ha bisogno di Rogue, una giovane mutante appena arrivata nella scuola di Xavier dopo aver incontrato Wolverine, altro potente mutante alla ricerca del suo passato.
X-men è il film che ha finalmente portato al cinema l’universo multiforme della serie a fumetti della Marvel Comics creata da Stan Lee, e ha pregi e difetti che sempre questo tipo di operazione comporta.

Il regista Bryan Singer (I soliti sospetti, L’allievo) crea all’inizio un’atmosfera inquietante e bellissima, sia nel prologo nel campo nazista dove si spiega come è nata l’avversione di Magneto per il genere umano, sia nel racconto della fuga di Rogue e il suo incontro con Wolverine, che tratteggia efficacemente la solitudine e il senso di minorità dei mutanti. La luce notturna diventa simbolo del buio in cui sta cadendo un’umanità vittima delle proprie paure.
Ma l’abbondante materiale messo a disposizione dalla storia creata da Stan Lee, che consente attraverso una trama spettacolare di parlare di pregiudizi, intolleranza, paura della diversità, non viene poi sfruttato a pieno. Questo perché il pur bravo Singer deve giocoforza conciliare diverse esigenze: imbastire una trama che spieghi anche a chi non conosce il fumetto le complicate dinamiche degli X-Men, concedere abbondante azione e effetti speciali per fare botteghino e infine ammiccare ai fans del fumetto che al cinema cercano somiglianze e citazioni. Si dovrà aspettare la seconda puntata della saga per trovare un maggior approfondimento psicologico e una visione più dolente della consapevolezza della loro condizione che fa degli X-Men degli eroi tristi, prigionieri dei loro poteri; ma non si può far a meno di pensare che un materiale del genere nelle mani di un regista che ha sempre raccontato favole sulla diversità, Tim Burton, avrebbe trovato terreno più fertile.
Nel finale del film, anzi, si abbandona del tutto la rappresentazione di caratteri e motivazioni, a favore di quella dei variegati superpoteri e di confusi duelli (ma dopo Matrix è difficile dire qualcosa di nuovo in questo campo) tutto a beneficio delle spensierate platee adolescenziali. Un’occasione sprecata.
Il Dvd, distribuito dalla Twentieth Century Fox, è di qualità eccelsa e con materiale extra abbondantissimo, e si trova a meno di 10 euro.

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