Midnight in Paris (Commedia Woody Allen)

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Attesissimo, come sempre, il nuovo film di Woody Allen è approdato venerdì scorso anche nelle sale cinematografiche italiane: “Midnight in Paris“, acclamato anche alla mostra cinematografica di Cannes, si presenta un po’ sulla scia dell’ultimo “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”, ma, fortunatamente, con un po’ più di verve.
La trama del film è incentrata sul personaggio di Gil, giovane scrittore dallo sguardo languido di Owen Wilson, che si trova in viaggio a Parigi con la pragmaticissima fidanzata Inez e i genitori di lei, molto abbienti e un po’ snob, nel classico stile alleniano.
Insoddisfatto e non compreso dalla fidanzata, Gil si trova di notte a passeggiare per le vie della città, quando viene letteralmente trasportato nei suoi amatissimi anni Venti, nei quali incontra Scott e Zelda Fitzgerald, arriva a parlare di letteratura e del suo libro con Ernes Hemingway, fino a conoscere Gertrude Stein, farle leggere il suo libro inedito, ed innamorarsi della musa di Picasso.

Tra salti avanti e indietro nel tempo, da solo oppure con l’amata Adriana, modella per Picasso dal bel viso di Marion Cotillard, Gil comincerà ad analizzare la sua vita e a fare i conti con la realtà, fatta di una fidanzata che non lo comprende e che lo scoraggia continuamente, invece di dargli sostegno, e amici che non si comportano come tali, per arrivare alla conclusione che, se il sogno è una fuga dalla realtà e non può quindi dedicarsi alla bella Adriana, dovrà affrontare la vita con realismo, cancellando il matrimonio con Inez e cercando la donna che veramente fa per lui.
Il film, come le ultime opere del regista, non eccelle in vivacità, ma si lascia andare di continuo a questi visionari viaggi nel tempo, sugli stessi binari di film onirici come “L’arte del sogno”, che alla lunga tediano un po’, così come il cast, che nell’insieme risulta poco credibile e piuttosto spendo, a parte la straordinaria Kathy Bates / Gertrude Stein, che riuscirebbe davvero ad essere perfetta per qualsiasi parte. Lo stesso non vale però per i protagonisti: Owen Wilson è spento come mai prima d’ora, completamente perso in una parte nella quale palesemente non si riconosce, e alla quale non riesce a trasmettere il benché minimo brio. Seppure con un personaggio molto simile a quello di Jerry Falk in “Anything Else”, interpretato dall’allora giovanissimo Jason Biggs, Owen Wilson non raggiunge neanche per un attimo la performance del collega, aggirandosi per i 100 minuti di film come se non sapesse dove si trova, con un’espressione stupita sul volto e lo sguardo spesso vitreo.
Ma anche i personaggi di contorno non sono da meno, da una Marion Cotillard che interpreta un personaggio completamente privo di spessore fino ad un’irritante Zelda Fitzgerald.
Insomma, a parte la dichiarazione d’amore per una delle città più belle del mondo ed una fotografia eccezionale, soprattutto nella sequenza iniziale che regala immagini splendide della città francese, il film non vale la campagna pubblicitaria mondiale che le è stata dedicata.

Pubblicità che ha puntato moltissimo sulla presenza, peraltro assolutamente superflua, della first lady Carla Bruni nella particina di una guida turistica.
Insomma: dov’è finito il Woody Allen di cinque anni fa?

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