Miglior film basati sui fumetti (film)

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Complice la mancanza di idee degli sceneggiatori di Hollywood, ma anche la bellezza a volte notevole di personaggi e storie, sono numerosi, soprattutto negli ultimi anni, i film tratti da fumetti e manga. In molti casi la trasposizione sullo schermo è fatta per sfruttare la popolarità degli albi, e in altrettanti casi il risultato finale non è paragonabile al prodotto originale: i blockbuster spesso tradiscono lo spirito del fumetto, lo snaturano e ne danno una lettura superficiale. Ci sono però delle lodevoli eccezioni, in genere quando ad adottare il fumetto sono ottimi registi (come Sam Raimi o Tim Burton), che coniugano la spettacolarità destinata al grande pubblico con i sottotesti e le letture psicologiche e sociali che spesso si nascondono dietro queste storie.
Diamo qui un elenco dei migliori film tratti da fumetti, elenco sicuramente incompleto e condizionato dai gusti di chi scrive.

Il corvo (Alex Proyas, 1994): tratto dalla Graphic Novel di James O’Barr, la storia di Eric Draven, tornato dal regno dei morti per vendicarsi. Il padre di tutti i film gotici moderni, adrenalitico e allo stesso tempo struggente, entrato nel mito non solo per la tragica scomparsa del protagonista Brandon Lee durante le riprese.

Sin city (Robert Rodriguez e Frank Miller, 2005): dalle tavole dello stesso Miller, il mondo hardboiled e noir della città del peccato. Pur se a volte troppo manieristico, il bianco e nero accecante interrotto da macchie di colori è, per dirlo con Truffaut, il piacere degli occhi.

Spider-Man 1-2 (Sam Raimi, 2002, 2004): per i primi due capitoli della sua saga il regista de La casa si avvale della tipica scrittura di Stan Lee che permette di giocare sulle sfumature del carattere, i sensi di colpa e i problemi del tutto umani del supereroe. Effetti speciali magnifici, ma anche un tocco originalissimo.

Batman: dei numerosi film dedicati negli ultimi due decenni all’uomo pipistrello sono imperdibili il primo di Tim Burton (1989) in cui il regista, pur nella gabbia di una prima produzione che deve giocoforza citare tutti i topoi del fumetto , disegna le sue tipiche atmosfere dark e dà a Batman un alone tenebroso e inquietante; e l’ultimo, Il cavaliere oscuro, di Christopher Nolan (2008), percorso da una forza sinistra e evocativa.

Darkman (Sam Raimi, 1990): Ancora dal genio di Sam Raimi una parabola sulla solitudine dell’eroe e una potente metafora sul Cinema.

Oldboy (Chan-wook Park, 2003): ispirato al manga di Tsuchiya Garon, la storia della vendetta di Ho Dae-Soo. Ambiguo e stilizzato, caleidoscopio di immagini e suoni, lascia il segno.

Diabolik (Mario Bava, 1968): dalle tavole delle sorelle Giussani all’estro artigiano di Mario Bava, il celebre ladro rivisitato in pura psichedelia italiana anni ’60. Da recuperare.

V per vendetta (James Mc Teigue, 2005): dalla Graphic Novel di Alan Moore, la lotta di un misterioso uomo mascherato al regime dispotico dell’Inghilterra del futuro. Claustrofobico e pessimista, anche se forse troppo semplicistico nelle sue tesi.

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