Mutui: Tassi e spread.

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In questo periodo abbiamo spesso sentito dire che il costo del denaro è diminuito, anche a causa di due riduzioni operate a breve distanza tra loro da parte di Draghi ora alla guida della Banca Centrale Europea. I due tagli sono rispettivamente il primo di novembre ed il secondo di dicembre 2011, entrambi del valore dello 0,25 punti percentuali. Ne deriva che il costo del denaro è diminuito e con esso i tassi di interesse sia dei mutui a tasso variabile che dei mutui a tasso fisso.
Nonostante questo, chi oggi volesse stipulare un mutuo, ad esempio per l’acquisto della casa, si rende subito conto che in realtà questa diminuzione è difficilmente percepibile. A cosa è dovuto ciò? Semplicemente allo spread, in questo caso non si tratta del differenziale tra i tassi di interesse dei titoli di Stato italiani e tedeschi da pagare sul denaro preso in prestito dagli Stati, ma si tratta della percentuale di guadagno delle banche sui mutui. Tale valore fino a qualche mese fa era inferiore al 2%, oggi invece la maggior parte delle banche applica uno spread tra il 2,10% e il 2,40%. Questo aumento di fatto va ad annullare quasi del tutto i benefici che derivano dal taglio del costo del denaro e portano il tasso d’interesse complessivo dovuto dai clienti agli istituti bancari ad essere comunque intorno al 5%.
Volendo sintetizzare, il tasso di interesse pagato sul denaro preso in prestito si compone di due voci, tasso Euribor (mutuo a tasso variabile) o Eurirs (mutuo a tasso fisso) a cui aggiungere una seconda voce ovvero il guadagno della banca o spread.

In conclusione chi ha guadagnato dalla riduzione, sono coloro che negli anni precedenti avevano stipulato un mutuo a tasso variabile, infatti costoro, avranno i benefici senza dover pagare l’aumento dello spread.
Nel cercare un mutuo oggi, volendo evitare di pagare troppo, è allo spread che si deve guardare, quindi nel prospetto che le banche forniscono la differenza tra i vari istituti da guardare è appunto questo valore.

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