My Week with Marilyn (Film 2011)

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L’esordiente inglese Simon Curtis, conosciuto finora per la regia di serie televisive targate BBC, adatta per il grande schermo i memoriali scritti nel 1995 dall’attore Colin Clark, che per una settimana fece da guida alla star Marilyn Monroe, la quale per le riprese del film “Il principe e la ballerina” si era trasferita a Londra insieme al terzo marito, Arthur Miller.

Eddie Redmayne, famoso per il personaggio di Jack nella fortunata miniserie tv “I pilastri della terra”, interpreta il ventitreenne Clark, che nel 1956 ebbe la prima occasione di entrare nel mondo cinematografico facendo da assistente alla regia a sir Laurence Olivier, allora al suo quarto lungometraggio, (nel film ha il volto del regista e attore irlandese Kenneth Branagh). Il film segue la storia, ispirata a fatti veri, del rapporto tra il giovane Albert e la diva Marilyn, della quale ebbe il compito di prendersi cura sul set. I due durante le riprese del film vissero una breve ma intensa storia d’amore, complice l’allontanamento improvviso di Miller.

Nelle vesti di una delle maggiori icone di Hollywood l’attrice Michelle Williams, alle prese con un personaggio femminile pieno di contraddizioni sul set e di fascino fuori. La Williams si confronta con coraggio con una figura femminile profondamente insicura nel privato, ma talentuosa, come la storia del cinema ha avuto modo di dimostrare e ancora oggi può confermare. La sua Marilyn, oggi considerata un mito senza età, subisce le pressioni sentimentali e professionali, ma riesce ad andare avanti, determinata nel suo obiettivo di far brillare più che mai la propria luce. Curtis ne porta al cinema un ritratto parziale, in quanto legato alla visione soggettiva dei diari di Clark, tentando comunque la difficile strada storiografica in grado di restituire la complessità di una delle più grandi rappresentanti dello star system degli anni Cinquanta. Grazie all’interpretazione onesta e mai pretenziosa di Michelle Williams e alla sua messa in scena semplice, emerge un quadro intimista che descrive con equilibrio sia le luci sia le ombre di un’attrice dotata che si ritrovò quasi costretta nel ruolo dell’imponente sex symbol.

Nel cast all stars anche la veterana Judi Dench, nel ruolo dell’attrice Sybil Thorndike, e Julia Ormond, che si cala nella parte della diva Vivien Leigh. Tra le giovani leve del cinema americano contemporaneo invece Emma Watson (l’ex Hermione della saga di Harry Potter), che interpreta l’assistente al guardaroba Lucy, e Dominic Cooper (Mamma Mia!) nel ruolo di Milton Greene.

Spiccano nel cast tecnico del film, prodotto dai fratelli Weinstein, i nomi di alcuni connazionali del regista: Conrad Pope, che ha curato le musiche di produzioni ad alto budget come il franchise de “I pirati dei Caraibi”, Judy Farr, scenografa del memorabile “Il discorso del re”, e Jill Taylor, costumista delle recenti commedie inglesi di Woody Allen.

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