Nessuno mi può giudicare (film)

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Un film di Massimiliano Bruno, con Raoul Bova, Rocco Papaleo e Paola Cortellesi.
Una commedia all’italiana di 95 minuti, che vede a capo della sceneggiatura Fausto Brizzi, il quale ha comunque rivisto il copione e dato origine al soggetto.
Per la prima volta, Raul Bova non interpreta un belloccio imprenditore, ingegnere, play-boy…

No, questa volta il suo ruolo è semplice, potremmo definirlo persino “genuino”.
Giulio un romano verace, un autentico cittadino della capitale, amante del calcio e soprattutto devoto alla squadra del cuore, quella de “er pupone”, ovviamente la Roma.
Fatale sarà un fortuito incontro tra il bel Giulio ed una ricca e leggermente bigotta signora della “roma bene”, moglie di un rinomato imprenditore nel settore dei sanitari.
Questa 35enne puritana ben vestita, è magistralmente interpretata da una bravissima e soprattutto versatile Paola Cortellesi.

L’attrice, adatterà il suo personaggio ad una serie di sfortunati eventi che rivoluzioneranno totalmente il suo stile di vita.
Alice, donna benestante e presuntuosa, non ancora quarantenne, viene travolta dal beffardo destino: suo marito Pietro (Dario Cassini) viene tragicamente ed improvvisamente a mancare e lei si ritrova sola, disperata e completamente sommersa dai debiti.
Questo lascito da parte del marito, sarà per lei un peso immane da sopportare specialmente dovendo provvedere non solo alla propria vita e sicurezza economica ma anche a quella del figlio Filippo (Giovanni Bruno).
Madre e figlio si ritrovano così grazie al cameriere Aziz (Hassani Shapi) in un quartiere popolare, tra varietà di razze, età ed estrazione sociale.
Qui, nel Quarticciolo, Lionello Frustace (Rocco Papaleo) la fa da padrone.
Arzillo custode di stampo fascista, a capo di una palazzina fatiscente presenterà un’ancora snob Alice ed il piccolo Filippo, al resto del dinamico gruppetto.
Ma i problemi economici persistono, così colta da un improvviso lampo di genio, Alice decide di rivolgersi ad Eva (Anna Foglietta), una rinomata escort professionista conosciuta in tutta la città di Roma.
Le due donne, riusciranno insieme a far fortuna e risolvere rapidamente una serie di problemi grazie ovviamente al mestiere più antico del mondo.
Tolleranza verso razze diverse, fede calcistica contrastante e persino orientamento politico, abilità nel risolvere i problemi seguendo la via più rapida (anche se non è moralmente corretta) e grasse risate.
Un finale degno di una commedia di questo portata che ci regala tante risate, uno splendido Raul Bova ed una divertentissima Paola Cortellesi ma che, ben poco bada all’eticità ed i principi morali di un’Italia sempre più frivola.
Moralismo a parte, questa commedia offre un ottimo scambio di battute ed un punto di partenza per riflessioni decisamente più profonde.

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