OCCHIO ALLA TELA 2: Papaveri

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Cari lettori, buongiorno !
Eccomi oggi con una secondo sguardo per la rubrica OCCHIO ALLA TELA.
La scorsa volta, mi ero soffermata a parlarvi del dipinto “Oltre lo sguardo” dell’artista torinese Gabriella Galligani, opera esposta per diverse settimane nel capoluogo piemontese in via Lascaris presso L’Urp del Consiglio Regionale del Piemonte.

Sono ripassata davanti a queste vetrine nei giorni scorsi ed erano vuote.
Mi è venuta la curiosità di capire, di sapere cosa stesse facendo la pittrice di cui vi avevo parlato.
Sono passata a trovarla nel suo studio, situato presso l’abitazione, dove riesce ad esprimere la sua passione “pittorica”, dovendola conciliare con il lavoro e la famiglia, solo la sera dalle 22 fino a tarda notte.
Il suo regno è un delizioso sottotetto, dove si respira aria di sensibilità, di creatività e di professionalità: molte tele già terminate, appoggiate alle pareti in attesa di simpatiche attenzioni di pubblico, ed una in esecuzione sul cavalletto. Diversi spazi dedicati a libri di approfondimenti tematici su tecniche e storia della pittura. Ed immancabilmente tanti pennelli e tubetti, di dimensioni e colori diversi.

Hanno colpito la mia attenzione da subito due quadri, simili come soggetto ma di diversa forma e dimensione. Si tratta della rappresentazione di “papaveri”. La prima, una piccola tela quadrata, con cinque di questi fiori, di cui tre ancora in boccio; la seconda una tela rettangolare, alta e stretta, che rappresenta quattro fiori, uno in boccio chiuso, uno quasi allo sbocciare, uno in piena fioritura e l’ultimo ormai solo il pistillo gonfio di semi e quasi secco.
Ecco, questa seconda tela, è la mia preferita: per i colori decisi e delicati, un’applicazione della tecnica all’olio, eseguita però in modo da ricordare l’acquarello.
Oltre ai colori mi piace l’idea che la Gabriella Galligani abbia in poco spazio rappresentato la storia del papavero, fiore tanto bello sui prati, ma delicato e con vita brevissima, per lo meno quando si tenta di raccoglierlo per decorarne le proprie abitazioni. Un fiore da rispettare per quello che è, dove si trova…..un po’ l’atteggiamento che dovremmo avere nei confronti non solo di questo fiore, ma delle persone in generale: attenzione rispettosa !
Una particolarità di questo dipinto è che il papavero in piena fioritura non è centrato rispetto alla tela, anzi rimane incompleto, come se mancasse dello spazio.
Simpatica e profonda Gabriella, anche qui si legge una metafora: per quanto una situazione, una persona sia visibile, ci possa sembrare di conoscerla, rimane sempre una parte oscura, una parte invisibile, una parte di limite con la quale, volenti o nolenti, bisogna fare i conti, bisogna accettare, provare a superare, ma che rende tutti imperfetti, simpaticamente imperfetti !
Grazie Gabriella del tempo dedicatomi e delle opere condivise… vi lascio con la promessa di un’altra sua tela ammirata, di cui sto preparando il commento !

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