Opinione film “Allacciate le cinture”

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“Allacciate le cinture” è il nuovo film diretto dal regista turco Ferzan Ozpetek.
Uscito nelle sale italiane a partire dal 6 marzo, si propone come una grande storia d’amore ambientata ai giorni d’oggi.

La vicenda si svolge nell’arco di diversi anni, dall’anno duemila al duemilatredici, in un’ambientazione meridionale: la Puglia, o meglio la città di Lecce è il luogo di partenza, dove è in atto un vero e proprio boom economico.
Proprio qui vive la bella Elena, interpretata da Kasia Smutniak, ed il suo amico omosessuale  a cui è molto legata (Fabio, alias Filippo Scicchitano).
La protagonista incontra Antonio, un novello Narciso, tatuato e amante del proprio corpo, di cui si innamora.
Le difficoltà non saranno poche: oltre all’omofobia ed il razzismo di Antonio, i due giovani amanti dovranno lottare per difendere il proprio amore.

Elena dovrà affrontare anche un fantasma del passato che di tanto in tanto torna a farle visita: la malattia.
Tra esami clinici, chemioterapia, perdita dei capelli, sarà una lotta continua, simile a quelle che molte persone si trovano a combattere nella vita reale, avvicinando in questo modo gli spettatori ai personaggi e coinvolgendoli nella situazione.

L’empatia che si crea è ciò che maggiormente assicura il successo della pellicola.
I temi trattati, a cinque anni di distanza dall’ultimo lavoro di Ozpetek, sono vari e questo crea una certa discontinuità nella narrazione.
Il cast è ben scelto, quasi tutto al femminile, con attori di talento ed in alcuni casi emergenti: Paola Minaccioni che con maestria riesce a trasformare un ruolo drammatico in uno ricco di humor, Elena Sofia Ricci interpreta una donna in piena crisi d’identità e l’audace parrucchiera Luisa Ranieri.

Da non dimenticare è la presenza dell’ex tronista di Uomini e Donne, Francesco Arca, che debutta nel mondo del cinema proprio con “Allacciate le cinture”. Il suo ruolo è quello del palestrato Antonio, un personaggio un po’ torvo, ma capace di amare e di affrontare i problemi che gli si pongono innanzi. Se qualcuno poteva avere dei dubbi sulla sua interpretazione si è dovuto ricredere: molto credibile, coglie appieno lo spirito del suo personaggio.

La colonna sonora è uno dei pezzi forti della pellicola. Contiene infatti un brano di Riccardo Cocciante ‘A mano a mano’, interpretato da Rino Gaetano.
E’ un film ben costruito, a tratti drammatico e in altri romantico, quasi comico, capace di coinvolgere lo spettatore e farlo commuovere. Diviso in due parti, narra in un primo momento lo sbocciare della storia d’amore tra Elena ed Antonio e in seguito come, nonostante le difficoltà date dalla malattia di lei, l’amore resiste, si rafforza e abbatte le barriere che gli si parano dinnanzi.

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