Opinione film “Diana – La storia segreta di Lady D”

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E’ approdato nelle sale italiane il 3 ottobre, il discusso film Diana – La storia segreta di Lady D, per la regia del tedesco Oliver Hirschbiegel, che ha per protagonista l’attrice Naomi Watts, nei panni della principessa del Galles, morta tragicamente (e in circostanze ancora non del tutto chiarite) il 31 agosto del 1997, a causa dello schianto della sua auto contro un pilastro nel tunnel dell’Alma, a Parigi.

Il film racconta gli ultimi anni di vita della principessa triste, e lo fa concentrandosi non tanto sulla Diana nota alla maggior parte del pubblico, quella dei gala di beneficenza e dell’impegno sociale, ma su una Diana segreta, ma anche felice, come poche volte il pubblico ha avuto modo di vederla: quella impegnata in una storia d’amore segreta.

Hirschbiegel sceglie infatti di narrare della relazione di Diana Spencer con il medico pakistano Hasnat Khan, conosciuto nel 1995. A quell’epoca, la principessa, già separata da Carlo d’Inghilterra da ormai tre anni, sempre negli obiettivi dei paparazzi, idolatrata dalla gente comune, si reca un giorno in ospedale, in visita all’amica Oonagh Shalney-Toffolo. Qui conosce il cardiochirurgo pakistano, con il quale intraprende una love story clandestina che andrà avanti per ben due anni, fino a quando il medico non deciderà di troncarla, a causa dell’asfissiante incombenza della stampa e della disapprovazione della sua famiglia d’origine.

Il film, basato sulla biografia di Kate Snell “Diana: her Last Love”, è arrivato sugli schermi cinematografici dopo svariati biopic per la tv, ed è stato avversato ferocemente dalla critica (e dallo stesso Hasnat Khan, che lo ha definito poco credibile). La pellicola appare leggermente forzata, oltre che non veritiera, nel momento in cui attribuisce all’influenza di Khan l’impegno sociale di Lady D.

Già misuratosi con la sfida del film biografico in “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler”, Hirschbiegel non è capace, in questo caso, di pervenire a un esito altrettanto felice. La regia, infatti, pare incapace di andare a fondo nella storia, e di descrivere un privato del quale sa poco, e la Diana di Naomi Watts non soltanto non assomiglia al modello che vuole raccontare, ma è molto distante anche dal portare sul grande schermo un punto di vista differente sulla storia e la figura della principessa triste.

Nel cast, oltre alla Watts, anche Naveen Andrews, nel ruolo di Hasnat Khan, e Geraldine James, che interpreta l’amica di Lady D, Oonagh Toffolo.

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