Opinione film The Grandmaster

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Uscito nelle sale italiane il 19 settembre, The Grandmaster porta ancora una volta sul grande schermo il mondo delle arti marziali. La pellicola, diretta dal regista cinese Wong Kar-wai, è il biopic del celebre mago del Kung-fu Ip Man, maestro di Bruce Lee diventato leggenda.

Il film, girato per la maggior parte nelle splendide regioni della Cina, fa delle meravigliose location -divise tra paesaggi innevati e scenari tropicali- uno dei suoi tanti punti di forza. Del modo in cui la storia di questo personaggio leggendario è riportata sullo schermo, infatti, si può dire che il risultato raggiunto sia ben più di un semplice film sulle arti marziali. Fedele al genere, Wong Kar-wai vi aggiunge però un’accuratezza visiva che lascia incantato il pubblico per la sua poesia, che ben si accorda con l’armonia dei movimenti del Kung-fu. Realismo e arte si fondono sullo schermo per regalare sequenze di combattimento belle come danze, ma anche estremamente veritiere.

The Grandmaster vanta un cast composto dai più amati volti del panorama attoriale orientale. Tra i protagonisti, accanto a Tony Leung, la bella Ziyi Zhang, indicata come l’astro nascente della cinematografia orientale e già nota per le sue interpretazioni in “Memorie di una Geisha” e “La tigre e il dragone”.

Alla ricerca della perfezione estetica, ma anche di una celebrazione veritiera dell’antica arte del Kung-fu, gli attori hanno dovuto affrontare un lungo allenamento, che consentisse loro di sostenere le spettacolari coreografie di scontro. Una di queste -visibile anche in una delle varie clip che hanno preceduto l’uscita ufficiale del film nelle sale- avviene sotto la pioggia, e riassume il connubio tra forza, precisione e leggiadria che caratterizza i movimenti di questo tipo di combattimento. Fondamentale, allo scopo di raggiungere tali risultati, il supporto di un intero team di maestri di Kung-fu, sotto la direzione dello straordinario coreografo Yuen Wo Ping.

La pellicola è ambientata nella Cina repubblicana dei primi anni ’30, epoca caotica e di grandi cambiamenti. Caos, stravolgimenti e tumulti fanno così da sfondo alla coinvolgente storia di Ip Man e della sua formazione e ascesa nell’affascinante mondo delle arti marziali. Non solo un susseguirsi di combattimenti, quindi, ma la storia di una vita e di un periodo storico torbido, con tutti i dilemmi e gli interrogativi morali e filosofici che porta con sé.

Quella che scorre sullo schermo è un’epopea alla quale l’inconfondibile mano di Wong Kar-wai regala una grazia e una bellezza che la fanno trascendere dal semplice film di genere.
Forte della sua grande qualità, The Grandmaster rappresenterà la Cina nella prossima cerimonia degli Oscar 2014. La pellicola concorrerà così con l’italiano “La Grande Bellezza”di Paolo Sorrentino per l’ambita statuetta al migliore film straniero.

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