Opinione film “Tutta colpa di Freud”

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Tra i film più interessanti che si possono ammirare in queste sere al cinema, il più bello è sicuramente “Tutta colpa di Freud“. La citazione al padre della psicanalisi non deve ingannare: il film è molto leggero, gradevole, ma non per questo banale e scontato.

Tutto il film ruota sulla contrapposizione uomo vs donna, ma in un modo molto differente rispetto ai soliti stereotipi di coppia. Difatti in “Tutta colpa di Freud” un papà psicanalista, Francesco (Marco Giallini), e alle prese con le tre sue figlie, Marta (Vittoria Puccini), Sara (Anna Foglietta), ed Emma (Laura Adriani). Le tre ragazze danno diversi grattacapi al papà, e fin qui non vi è niente di strano: il punto è che tali grattacapi ruotano tutti attorno alla vita sentimentale e sessuale delle figlie.

Marta fa la libraia, animo romantico e sincero, che dà alle parole molto spesso un peso superiore alla realtà. Costruisce castelli in aria e sogni da principessa delle fiabe, ma finisce puntualmente a cadere in delusioni amorose. L’ironia del destino la farà però imbattere in Fabio (Vinicio Marchioni), un ragazzo che con le parole non ha alcun tipo di rapporto: è sordomuto. E’ grazie quindi a Fabio che Marta potrà capire che più importante delle parole vi è la comprensione.

Sara invece è quella figlia che ribalta continuamente gli schemi: lesbica dichiarata, vive a New York, sta per coronare il suo sogno d’amore, ma viene lasciata dalla compagna. Torna quindi a Roma, decisa a provare l’eterosessualità. Un dietrofront che paradossalmente spiazza papà Francesco, che fondava nell’omosessualità della figlia una delle sue poche certezze di padre.

Emma è la più piccola delle tre, ha appena diciotto anni e deve ancora sostenere la maturità, ma in quanto ultima figlia è quella che ha le carte in regola per combinarla più grossa di tutte: ha, infatti, una relazione con un cinquantenne, Alessandro (Alessandro Gassman), coetaneo quindi di papà Francesco. L’aggravante viene dal fatto che Alessandro è sposato con Claudia (Claudia Gerini), dalla quale dice di volersi separare, ma finisce solo con il prendere tempo. Per chiudere il cerchio di questa districata vicenda, il regista e sceneggiatore Paolo Genovesi ha ben pensato di rendere Claudia la donna dei desideri di papà Francesco.

Visti gli ingredienti, non bisogna meravigliarsi della lunghezza del film, leggermente superiore alla media, ma vale davvero la pena vederlo. Anche solo per rendere atto al talento di Marco Giallini, un attore che finalmente raccoglie i suoi giusti meriti in un ruolo da protagonista, che tutti noi abbiamo apprezzato in ACAB o, per gli amanti delle chicche, nel corto “Basette”, dove interpretava Jigen, l’amico-complice di Lupin, il famoso ladro gentiluomo.

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