Opinione film Una donna per amica

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“Una donna per amica”, film commedia diretto da Giovanni Veronesi (che con Ugo Chiti ha curato anche soggetto e sceneggiatura), prodotto da Fandango e da Ogi Film è uscito in tutte le sale italiane giovedì 27 febbraio.

Girato interamente in Puglia tra agosto ed ottobre del 2013, “Una donna per amica”, vede protagonista l’impacciato (ed impostato) Francesco (Fabio De Luigi) e la bellissima (e problematica) Claudia (Laetitia Casta).

Francesco è un avvocato non propriamente brillante trapiantato nella provincia pugliese, per la precisione in quel di Trani, che oltre a difendere casi al limite dell’indifendibile, si dedica a cause ambientali e politiche: è, infatti, consigliere comunale della locale lista civica chiamata Ambiente e libertà.
Claudia, bellezza italo-francese, è una veterinaria decisamente iper-attiva che rifugge l’amore (senza nemmeno saperlo riconoscere).

Il passatempo preferito dell’inconsapevole e leggera Claudia? Sconvolgere la vita del povero Francesco coinvolgendolo nei suoi guai che includono, tra l’altro, una sorella in comunità per problemi di dipendenza: Anna (interpretata da Valeria Solarino).

Francesco e Claudia, si definiscono super amici e non perdono occasione per ribadire il carattere assolutamente platonico del loro rapporto. Ma chi li conosce bene, come Anna, non è d’accordo con loro e, spesso e volentieri, senza usare mezzo termini, lo fa notare.

Poco importa, dunque se sia Claudia che Francesco, si buttano a capofitto in romantiche storie, destinate, ovviamente, a naufragare. Vittime di una tensione erotica che cresce vorticosamente, l’avvocato e la veterinaria riusciranno, finalmente, a chiamare i sentimenti con il loro nome?

Una donna per amica è una storia lieve e piacevole, caratterizzata da dialoghi brillanti e a tratti comici, che ricorda vagamente quelle commedie garbate firmate Francesco Nuti targate anni ’80.

Veronesi prova a dare una risposta ad una domanda vecchia quanto il mondo: ci può essere amicizia tra uomo e donna? Il tema, d’altro canto ha ispirato non pochi autori e registi (basta citare gli intramontabili film “Il matrimonio del mio migliore amico” ed “Harry ti presento Sally”) di mezzo mondo.

Secondo la pellicola firmata dal regista dei diversi manuali d’amore, un rapporto d’amicizia tra un uomo ed una donna è possibile solo ed esclusivamente se uno dei due è disposto, come il povero Francesco, a farsi strapazzare ed a soffrire in silenzio, senza mai esternare i propri veri sentimenti. Ovviamente, un rapporto di questo tipo, non è per niente facile da gestire in quanto si basa su fragili e precari equilibri.
Il protagonista, Fabio De Luigi, in proposito all’annosa questione commenta:

“Una volta avevo una migliore amica: è andata a finire che ridi ridi, scherza scherza ci ho fatto due figli”.

Sarà così anche per Francesco e Claudia?

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