Opinione personale film LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

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“Lo chiamavano Jeeg Robot”, avevo sentito parlare di questo film come uno dei più attesi della stagione cinematografica in corso quindi, appena arrivato nella mia città, sono andata a vederlo piena di aspettative.

Avevo letto qualche recensione, ma un po’ distrattamente. Meno male, perché la sorpresa è stata grande. Un bel film, molto originale (il nostro supereroe non assomiglia per niente ai suoi cugini americani). Un film forse un po’ duro, alcune scene sono brutali, ma mi è piaciuto molto, una piacevole novità nel panorama un po’ piatto del cinema nostrano.

Claudio Santamaria è perfetto nel ruolo di Enzo, disadattato malinconico, un piccolo delinquente di periferia che si nutre di budini alla crema e sigarette, e che trascorre il suo tempo, tra un furto e l’altro, guardando film porno. A causa di un tuffo forzato nel Tevere, viene a contatto con una strana sostanza radioattiva e acquista poteri da supereroe, con i quali però inizialmente fa fatica a convivere e l’unico modo che gli viene in mente per sfruttarli è per fare il salto di qualità nel suo “lavoro”.

È solo con l’irruzione nella sua vita di Alessia, la stralunata figlia di un suo “collega” vicino di casa fissata con i cartoni animati di Jeeg Robot, che Enzo si trova costretto a guardarsi dentro, scopre di avere una coscienza e realizza che può davvero diventare un supereroe. Lei è convinta che i personaggi che guarda ossessivamente sul DVD siano reali e vede in lui il protagonista della serie da quando fa irruzione in maniera rocambolesca in una stanza e affronta da solo gli scagnozzi dello Zingaro per salvarla. Lo Zingaro è un crudelissimo capo banda di borgata, una mezza tacca con velleità di carriera nel mondo dello spettacolo (il tormentone è la sua partecipazione a Buona Domenica anni prima, che lo fa sentire una star) e il sogno di vedere il mondo inginocchiato davanti a lui. Per questo non esita a entrare nel “grande giro” della camorra.

Le cose non vanno secondo le sue aspettative, ma quando sembra che per lui tutto sia perduto riesce ad acquisire gli stessi superpoteri di Enzo. Lo Zingaro non intende certo usarli per salvare il mondo, e ci sarà quindi il classico scontro eroe-antieroe.

Il film è cupo, la Roma mostrata (quasi esclusivamente quartieri di periferia) è desolante, ma la scena finale (che ho trovato molto struggente) contiene un piccolo soffio di speranza.

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