Opinione personale gioco Stone Age

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Stone Age, gioco del 2008, appartiene alla classe dei gestionali da tavolo: esso ha come obiettivo principale quello di far evolvere la propria tribù di primitivi.
Lo scopo principale è quello di totalizzare un numero elevato di punti che rappresentano appunto l’evoluzione della propria società: chi riesce a far evolvere, nel minor tempo possibile, i propri uomini delle caverne, vince la partita.

Il gioco è composto da un tabellone, suddiviso in tre aree, da diversi segnalini in cartone raffiguranti i vari primitivi, dalle carte azione e da quelle risorse, da un dado e da mattoncini in plastica e rappresentazioni, dello stesso materiale, che raffigurano il cibo e altre risorse.
Il tabellone è suddiviso in quattro aree: vi è il capanno dei lavoratori, che permette di sviluppare l’attrezzatura del lavoro, la capanna dell’amore, che permette di far aumentare la popolazione, il campo di grano per il cibo e l’area lavoro, utile per ottenere delle risorse da utilizzare nel gioco.

Al proprio turno, il giocatore che ha il segnalino del capo tribù, potrà decidere come piazzare i suoi lavoratori: alcuni potranno essere posti nel bosco, altri nella cava di diamanti, altri nel lago ed infine nella cava di argilla.

Ognuna di queste zone, che permette di ottenere delle risorse come legno, oro, mattoni e diamanti, possiede un determinato numero di posti, ovvero sette: questo rappresenta il numero di lavoratori che potranno essere inseriti, complessivamente, in quella zona da tutti i giocatori.

Effettuate le proprie scelte, si dovranno giocare le carte azione: ognuna di esse raffigura la raccolta di un particolare elemento, come ad esempio il legno nel bosco.
Il giocatore dovrà tirare il dado per ogni primitivo presente sul luogo di lavoro: se i primitivi sono due, bisognerà tirare due volte il dado.
In base al punteggio totale si potrà capire quante sono le risorse accumulate: nel caso del legno, tre punti equivalgono ad un pezzo di legno, quindi dodici equivale a quattro.

Oltre alle risorse, bisogna costruire gli edifici, che consumano appunto le suddette risorse, e dare da mangiare agli abitanti del villaggio: quest’azione si compie sottraendo, dal numero di lavoratori, il valore del campo.
Se si hanno dieci lavoratori e il campo è di valore sette, occorreranno solo tre unità di cibo.

Il gioco si svolge a turni, dove ogni giocatore potrà compiere tre azioni differenti: come spiegato prima, vince chi riesce a far evolvere, con maggior velocità, il proprio villaggio, costruendo un’intera fila di edifici.
In alternativa, il gioco si interrompe quando non si possono inserire altre carte sul tabellone: in questo caso, si procede alla verifica e vince appunto chi si avvicina maggiormente all’obiettivo finale.

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