Opinione personale libro La ragazza del treno di Paula Hawkins

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“La ragazza del treno” è un libro dell’esordiente Paula Hawkins e parla di una giovane donna alle prese con la sua anonima vita trascorsa in treno, appunto, durante il tragitto casa-lavoro. È stato annunciato come il libro giallo dell’anno, il thriller che non ti farà dormire la notte, come recensito sul retro da Stephen King. Uno spot pubblicitario dietro l’altro che, se da un lato hanno aumentato l’interesse, dall’altro hanno anche aumentato inevitabilmente la delusione.

Il racconto parla di Rachel, alcolista divorziata da un marito fedifrago, che si reca tutte le mattine al centro di Londra per lavoro. Durante il tragitto osserva le persone all’esterno e immagina per loro una vita perfetta. Ma un giorno, la donna di una coppia a cui si è affezionata scompare e la polizia accusa il marito. Riuscirà Rachel a farsi credere e a scagionarlo?

La storia potrebbe anche essere carina, già sentita mille volte e piena di spunti presi da altre opere (vedi La finestra sul cortile di Hitchcock), ma comunque accettabile e intrigante. Peccato lo stile narrativo dell’autrice. L’intreccio è complicato e si articola in tre voci narranti, tre personaggi femminili tutti accomunati dal diffuso mal d’amore: passo ardito per una novellina del genere. E infatti l’effetto non fa altro che risultare irritante. Tre storie e tre voci, nevrotiche e fastidiose, palesemente scritte dalla stessa persona, con ”colpi di scena” che è quasi un reato chiamarli tali. Uscite banali e un finale che non migliora la situazione. Trecento pagine che potevano benissimo essere la metà.
Per non distruggere completamente il libro, c’è da dire però che sono presenti anche degli aspetti positivi. La trama come abbiamo già detto potrebbe essere accattivante, per qualche lettore neofita di questo genere letterario; seconda cosa da ricordare è che, nonostante la monotonia delle trecento e più pagine, i capitoli risultano comunque snelli e scorrevoli.
È il secondo libro che, quest’anno, le fascette promozionali promuovono come giallo del 2015: se questo è il meglio che si sa fare, tocca adeguarsi. Il prezzo infine ”non vale la candela”, come si suol dire…

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