Opinione personale libro – La ragazza nella nebbia – Carrisi Donato

3

La ragazza nella nebbia è un thriller che vede protagonista un agente speciale che deve indagare sulla scomparsa di una giovane ragazza di sedici anni, Anna Lou. Vogel, l’agente speciale è immerso in un’ambientazione cupa fin dall’inizio, come cupa è anche la sua personalità. La storia ha inizio infatti nel freddo paese immaginario di Avechot, dove all’improvviso si ritrova, circondato solo da nebbia, l’agente speciale senza sapere come ci sia arrivato.

A Vogel, cupo come il posto dove si trova, non interessa trovare la vittima oppure trovare la verità. L’importante è dare alla gente ciò che vuole. Infatti, il tema principale del libro è la considerazione delle vittime, della loro morte con l’avvento dei mass-media. Il problema principale che Carrisi vuole trattare è questo e tutta la storia è costruita in funzione di questo. La ragazza sembra non avere nessuna importanza di fronte alla curiosità della gente che vuole a tutti i costi sapere chi è l’assassino, avere il viso e il nome del mostro; che la ragazza sia viva in fondo importa poco. L’unica funzione della vittima infatti deve essere quella di essere ‘santificata’ in qualche modo per permettere al pubblico di concentrarsi completamente sulla ricerca del colpevole.

La narrazione avviene tramite l’interrogatorio che l’agente Vogel subisce raccontando al Dottor Flores tutto ciò che alla fine costituirà la storia. Per gli amanti dei gialli complicatissimi, dove riuscire a capirci qualcosa è un’impresa, dove ogni tassello è incastrato in modo geniale e complicato, è consigliabile stare in guardia. Il giallo passa quasi in secondo piano in questo libro di Carrisi, che possiede certamente l’abilità di stupire i lettori con poco ma non riesce ad intrattenere in modo sorprendente. Il suo stile è semplice, portato soprattutto ad intrecciarsi lungo un unico punto fisso, in questo caso la considerazione sui mass-media che trasformano tragedie in intrattenimento per il pubblico e non regala grandi colpi di scena.

Infine, sembra che Carrisi, certamente il più grande scrittore di thriller che abbiamo in Italia abbia deluso i suoi lettori abituali terminando il libro in un modo un po’ sbrigativo. Probabilmente lo scrittore, arrivato all’ultimo capitolo, avrà pensato che ormai il suo obiettivo era stato raggiunto, ossia far giungere il lettore alla fine del libro in quanto la sua abilità di tener incollati gli occhi alle pagine non si discute. E’ un libro che non ci si sente di sconsigliare ma, per una persona che deve iniziare ad approcciarsi a questo autore probabilmente è preferibile cominciare con un altro dei suoi libri più riusciti, come il Suggeritore. In ogni caso lo stile inconfondibile di Donato Carrisi, è sempre lo stesso, è solo la struttura che l’autore solitamente utilizza che è cambiata.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.

This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.