Opinione personale: Spotify

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Una vera e propria rivoluzione musicale è stata quella compiuta dalla startup svedese Spotify AB, che ha lanciato sul mercato delle App ‘Spotify’, un interessante servizio che offre musica on demand in streaming. Rivoluzione perché Spotify ha stravolto il modo di concepire la musica, non più ancorata al singolo cd di un unico cantautore, ma volta – attraverso la creazione di playlist – a una sorta di commistione di stili a tutto vantaggio dell’utilizzatore finale, che a seconda dell’attività e dell’umore può scegliere la propria colonna sonora della giornata.

Con l’avvento dell’Mp3 e il superamento fisico e concettuale del CD, il mondo della musica è veramente cambiato e Spotify ha saputo cogliere il segno di questa evoluzione: fruibile su numerose piattaforme desktop e mobile, Spotify garantisce all’utente la possibilità di ascoltare musica attraverso una ricerca molto avanzata, filtrata cioè per artista, album, etichetta, genere, playlist o ricerca diretta. Va da sè che questa possibilità abbatte qualsiasi limite mentale dell’utente, il quale può così venire a conoscenza di cantanti e generi prima di adesso sconosciuti. In questo senso è molto utile, soprattutto sui mobile devices, la funzione shuffle, il suggerimento dei brani sulla base della cronologia degli ascolti che mostra all’ascoltatore eventuali brani che possono piacergli, un po’ come i video consigliati di YouTube.

Ad oggi Spotify conta oltre 75 milioni di utenti nel mondo, di cui un terzo (circa 20 milioni) sono a pagamento: questo perchè l’App può essere scaricata Free o in versione Premium, il cui costo si aggira intorno ai 10 euro. La differenza sostanziale tra le versioni è che nella versione Free le varie tracklist sono interrotte da pubblicità, mentre in quella Premium la pubblicità non è prevista, lo streaming prevede un maggior bitrate e si può ascoltare musica anche offline. In entrambe le versioni dell’App, tuttavia, si può ascoltare una quantità illimitata di musica.

Molto seguita anche sui social (1,51 milioni di follower su Twitter e 7,81 milioni di like su Facebook), Spotify permette di ascoltare musica legalmente, a un costo contenuto (o addirittura gratis come abbiamo visto prima) grazie agli accordi con le maggiori case discografiche, superando l’ostacolo del download pirata dei pezzi (tramite software come E-Mule o Bit-Torrent) che andavano a violare in maniera incontrollata il diritto d’autore. ‘La musica è per tutti‘ – questa la tag-line di Spotify – ben riassume il concetto di libertà e democrazia musicale offerta dall’App svedese. Per ogni singolo artista e gruppo è possibile consultare il profilo con la biografia aggiornata e con la discografia completa, avendo perciò notizie su novità, singoli, collaborazioni e cover.

Anche in Italia, dove è stato reso disponibile dal 2013, Spotify ha riscosso un grande successo. Stando ai dati del 2014, al primo posto dell’indice di gradimento degli italiani c’è Eros Ramazzotti, seguito da Jovanotti, Laura Pausini e Tiziano Ferro. Su scala globale, invece, i gusti degli italiani premiano i Coldplay, seguiti da Ligabue, Calvin Harris, Imagine Dragons e Katy Perry.

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