Opinione personale su La vendetta di Salazar, ultimo episodio dei Pirati dei caraibi

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L’atteso sequel della famosissima saga, che vede protagonista Jack Sparrow, è finalmente uscito nelle sale. Molti fan sfegatati hanno potuto tirare un sospiro di sollievo visto che, rispetto all’ultimo film, la Vendetta di Salazar sembra aver riportato la serie sui “binari iniziali”.

“Colpi di scena” dietro le telecamere

La produzione ha cercato di correre ai ripari per evitare un altro flop. In precedenza i fan sono stati delusi dalla piega improvvisa che aveva preso la saga con l’uscita di “Oltre i confini del mare“, la quale era diventata, quasi, un qualcosa di esterno e lontano rispetto alla trilogia iniziale.
Nella “Vendetta di Salazar” si è cercato di tornare agli albori e quindi di riprendere una storyline più adeguata e vicina ai primi film che hanno fatto innamorare tantissime persone.
Una delle scelte adottate dalla produzione è stata quella di introdurre personaggi che avessero un passato in comune con i beniamini interpretati da Orlando Bloom e Keira Knightley, oltre che regalare una veste nuova al personaggio femminile di punta. Una mossa sicuramente azzeccata, che ha dato quel pizzico di sale in più e ha riportato aria di casa, anche se senza ombra di dubbio nessun personaggio potrà mai essere paragonato all’adorato e pittoresto Jack Sparrow, interpretato da “faccia di gomma” Johnny Deep.

La nuova veste di Pirati dei Caraibi
Come ogni altro settore anche il cinema fa progressi. In ben quattordici anni c’è stata un’evoluzione sia nella visione complessiva del girato, sia nell’innovazione delle tecniche e dei software utilizzati per gli effetti speciali. Pirati dei Caraibi “La Vendetta di Salzar” è la conferma su grande schermo di questo progresso.
Rispetto al primissimo film della saga c’è un cambiamento in positivo non indifferente dal punto di vista degli effetti speciali e dell’audio. Seppur Espen Sandberg e Joachim Rønning non abbiano apportato molti cambiamenti dal punto di vista della regia, le inquadrature sembrano più ricercate ed in grado di tenere lo spettatore col fiato sospeso, anche in situazioni prive di particolare pathos. Ma oltre al lato tecnico c’è anche quello artistico e in questo caso è sempre il grande Jack Sparrow a farla da padrone insieme ai vari co-protagonisti.
Da questo punto di vista tanto di cappello a Geoffrey Rush (Barbossa) e Javier Bardem (Salazar) i quali sono riusciti a reggere il confronto con Deep, donando innumerevoli sfaccettature ai loro personaggi.

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