Opinione personale su “Quello che non uccide. Millennium 4”, di David Lagercrantz

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David Lagercrantz porterà avanti una trilogia senza tempo: “Quello che non uccide. Millennium 4”. Ebbene si, le strade di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist si incroceranno di nuovo in una e storia che promette di attirare milioni di lettori.
L’autore è conosciuto soprattutto per la biografia di Ibrahimovic, ma sarà ancora più noto per il seguito (solo per il nome) del capolavoro di Stieg Larsson, deceduto nel 2004 a causa di un infarto.
La vicenda riparte dalla crisi del “Millennium” ma non sarà un seguito della famosa trilogia; anzi, sarà una storia a sè, completamente diversa dalle precedenti.

Durante la crisi della rivista, Mikael Blomkvist non gode più della sua popolarità: in molti chiedono le sue dimissioni tanto che, anche lo stesso giornalista, si domanda se la sua visione del giornalismo non sia sbagliata. Ed è proprio da qui che incomincia ad intrecciarsi la storia di Lagercrantz. Il personaggio di Mikael riceverà una telefonata da Frans Balder, autorità mondiale dell’intelligenza artificiale e farà incrociare di nuovo le strade tra il giornalista in declino e Lisbeth, una ragazza ed hacker informatica di cui aveva perso le tracce. Entrambi dichiareranno guerra all’NSA, l’isituto di sicurezza nazionale ed incontreranno moltissimi personaggi, tutti dal carattere molto diverso, che caratterizzeranno la narrazione, spingendola oltre ogni limite.

Per opinione personale il romanzo è fluido e scorrevole, anche se in più punti si nota una certa difficoltà nel proseguire la lettura.

Leggendolo, tutte le sue caratteristiche scientifiche e fantasiose vengono fuori, riga dopo riga, intrappolando il lettore in un intreccio narrativo fuori da ogni schema. Inganno, curiosità, passione e intelligenza caratterizzano ogni personaggio della storia i quali, nonostante il numero elevato, siano perfetti l’uno accanto all’altro rendendo la storia ancora più ricca e ancora più emozionante: è proprio l’emozione la reazione che raggiunge il lettore capitolo dopo capitolo, senza abbandonarlo e senza lasciarlo troppo in sospeso.

Il nuovo romanzo, “Quello che non uccide. Millennium 4”, premette di essere la fonte battesimale di una nuova avvincente serie: stessi protagonisti ma stile completamente diverso. L’intreccio narrativo, seppur affascinante, è pesante: ci sono tanti personaggi e le vicende non si concludono alla fine del libro. Anche se gli amanti di Lisbeth e Mikael possono sperare in un continuo della serie, l’enorme vastità dei caratteri possono confondere il lettore, già preso dal susseguirsi della storia di per sé complicata.
Nonostante ciò, la storia è bella e avvincente e riuscirà a conquistare anche chi non aveva mai sentito parlare delle vicende di Lisbeth e Mikael.

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