Opinioni fiction “Baciamo le mani” in onda su Canale 5

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“Baciamo le mani, Palermo – New York 1958”, è la miniserie televisiva che il 2 settembre scorso ha inaugurato la stagione delle fiction in onda su Canale 5. Ambientata tra la Sicilia e l’America, vede protagonista la nota attrice romana Sabrina Ferilli nel ruolo di Ida Di Giulio, una donna costretta a scappare per sfuggire alla ferocia della mafia. Ostile ad ogni forma di violenza criminale, la fuga di Ida nasce dal coinvolgimento del marito in un omicidio di stampo mafioso. Il boss locale, Don Cesare Romeo, interpretato da Luigi Maria Burruano, dopo aver ordinato l’uccisione del consorte di Ida, vuole sbarazzarsi anche di lei, intenzionata a collaborare con la giustizia e in particolare con il commissario Bellomo (David Como). Per proteggere la sua l’incolumità e specialmente quella del figlio Salvatore, la donna cerca riparo lontano dalla Sicilia.

Scampati miracolosamente ad un attentato, una bomba fatta esplodere sul treno su cui viaggiava con il figlio, Ida si impossessa delle identità e dei destini di un’altra donna, decisa a sposarsi con un italiano residente in America, e del suo bambino, morti accidentalmente per lo scoppio dell’ordigno. Vogliosa di una vita tranquilla, a bordo di una nave e priva di valigie, insieme al piccolo Salvatore, giunge a New York spacciandosi per la donna morta nell’attentato.

Qui si presenta ad Agnese (Virna Lisi), proprietaria di una fruttuosa macelleria e madre del suo futuro sposo. Vedova con quattro figli, Agnese dovrà fare i conti con Don Gillo Draghi (Burt Young), un padrino interessato alle sorti del suo negozio.

Il titolo della fiction è eloquente, facile dunque immaginare il genere. Dopo “L’Onore e il Rispetto” e “Pupetta”, Canale 5 ha arricchito il suo palinsesto con un’altra serie intrigante. Lascia qualche perplessità la scena in cui viene arrestato il marito di Ida, con la donna che sembra completamente ignara e incredula, pur avendo in precedenza partecipato a una festa dove la facce degli invitati di pulito avevano ben poco. La frequentazione di certi ambienti avrebbe dovuto aprire gli occhi alla signora Di Giulio. Così come lascia qualche dubbio il modo in cui la famiglia di Agnese in un delicato contesto storico è riuscita ad arricchirsi con una macelleria, senza far ricorso ad aiuti malavitosi.

Di contro, emoziona la tenacia con cui la Ferilli interpreta la veste di eroina opposta a un sistema corrotto e mafioso e la sua riconoscenza verso il nuovo sposo, poco bello e senza una mano, ma dolce e con un grande cuore. Apprezzabile anche la magistrale interpretazione di Virna Lisa e la passione con cui difende la famiglia contro tutto e tutti.

Per ovvie ragioni rivolto a un pubblico adulto, “Baciamo le mani” già dalla prima puntata ha suscitato l’interesse di una buona fetta di spettatori evidentemente ancora non stufi di questo tipo di fiction.

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