Panasonic Lumix DMC G1 (macchina fotografica)

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La produzione di fotocamere del Sol Levante sta assestando ultimamente diversi colpi alle concorrenti oltreoceano, anche per merito della Panasonic che con le sue Lumix ha rilanciato un progetto nel cassetto di Olympus ed ha realizzato la Lumix DMC-G1, la prima fotocamera a sbandierare il formato “Micro Four Third system”, cioè il formato “micro 4/3”, fotocamere con obiettivi intercambiabili ma senza il macchinoso sistema reflex con il ribaltamento dello specchio, e che usa quindi un sistema a mirino elettronico. Infatti l’ apparecchio a prima vista ricorda le vecchie ma intramontabili Leica, anch’esse con obiettivi intercambiabili ma non reflex, con questo stile un po’ retrò ma dal gusto professionale che invita a pensare ad una macchina perfetta, che giustifica l”alto costo, al momento in cui scrivo circa 600 euro. Le dimensioni sono simili alle Bridge oggi in circolazione, molto più compatta di una reflex tradizionale, ma impugnarla da un senso di professionalità, difficile da spiegare. Il sensore utilizzato è un Live Mos da 12,1 Mp, dimensioni 17,3 mm x 13 mm e anche in manuale fornisce delle immagini degne delle migliori aspettative; comunque ha delle finezze elettroniche degne di nota, racchiuse nel cosiddetto sistema “Intelligent Auto”, o “IA Mode”. Questo sistema può decidere automaticamente, foto per foto, quale impostazione sia più giusta per ottimizzarla con varie funzionalità come l”AF Tracking, Intelligent Exposure, MEGA O.I.S., Intelligent ISO, Intelligent Scene Selector e tecnologia di identificazione volti, che anche se sono funzioni snobbate dai professionisti, sono comode in caso di scatti “al volo”. Come ho già detto la DMC-G1 usa un mirino elettronico, che in molte fotocamere è quasi inutilizzabile; qui invece rende un’ottima immagine, superiore anche a molti mirini reflex, con la sua risoluzione di 1.440.000 pixel e copertura del 100%; comunque si può anche inquadrare tramite il display posteriore basculante da 3 pollici avente l’importante risoluzione di 460.000 pixel, anche questo addirittura superiore a molte reflex di fascia medio-alta, come la Nikon D5000 e la Canon 450D. Il sistema autofocus è veloce e preciso, ma è addirittura favoloso in modalità manuale, che attiva lo zoom di 10x appena viene mossa la ghiera della messa a fuoco sull’obiettivo. Un difetto di questo tipo di fotocamere è il consumo elettrico elevato, per l’accensione sia del mirino elettronico che del display posteriore, infatti l’apparecchio ha un sensore che sente quando l’operatore avvicina l’occhio al mirino e spegne il display per risparmiare energia. Il consumo della batteria, comunque, rimane superiore alle reflex. Le ottiche che vengono normalmente fornite per questa fotocamera sono un 14-45 f3.5 5.6 ed un 45-200 f4 5.6 della Vario, splendidi obiettivi per iniziare, e la macchina accetta anche le vecchie ottiche ZuiKo OM. In effetti non c’è una panorama molto vasto di ottiche per questo formato, che per adesso rimane una scelta di nicchia anche se sembra destinata a prendere campo.

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