A proposito di Schmidt con Jack Nicholson (film)

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A proposito di Schimdt è un film diretto nel 2002 da Alexander Payne. La pellicola è stata presentata in concorso al Festival di Cannes, edizione numero 55, e ha ottenuto ben cinque nomination ai Golden Globe, ottenendo il premio per la migliore sceneggiatura e il migliore attore drammatico. Il film tratta di un tema delicato come la vecchiaia. In particolare, l’arrivo del momento in cui bisogna andare in pensione costituisce uno degli avvenimenti più particolari nell’esistenza di un uomo. Il film è basato sul romanzo omonimo di Louis Begley, pubblicato nel 1996, e risulta in grado di mescolare con abilità commedia e satira senza dimenticare amarezza e tristezza, come nel caso della morte della moglie, che scompare dopo più di quarant’anni di matrimonio. Jack Nicholson, protagonista del lungometraggio, ha ricevuto anche la candidatura all’Oscar in qualità di miglior attore protagonista, mentre a Kathy Bates è spettata la nomination come migliore attrice non protagonista. La storia, come accennato, narra la vicenda di Warren Schmidt, funzionario di un’azienda assicurativa che abita in Nebraska, a Omaha. Appena arrivato al momento della pensione, si ritrova vedovo all’improvviso. E così egli si trova a fronteggiare un futuro che lo inquieta e un passato altrettanto angosciante. La sua esistenza ha bisogno di nuove motivazioni, e pertanto egli decide di intraprendere un viaggio tanto avventuroso quanto amaro verso il Colorado, visto che a Denver vive sua figlia Jeannie, in procinto di sposarsi. Warren vuole impedire il matrimonio, visto che la famiglia del fidanzato di Jeannie è alquanto strampalata. Nicholson sa interpretare con sapienza il ruolo di un misantropo senza troppe aspettative dalla vita. Anche quando viaggia, però, le cose non vanno meglio. La figlia, infatti, alla fine si sposa, e lui arriva a scoprire che in passato la moglie gli aveva messo le corna con il suo migliore amico. Warren vaga negli States senza una vera meta, e affida i propri pensieri a un bimbo nigeriano adottato a distanza. Il film, che dura più di due ore, può contare su un cast di attori di eccellenza: oltre ai già citati Jack Nicholson e Kathy Bates, anche Jill Anderson, Hope Davis, Matt Winston, June Squibb, Dermot Mulroney, Phil Reeves e Len Cariou. Le espressioni di Nicholson nel corso di tutto il film valgono da sole il prezzo del biglietto. L’attore non gigioneggia come talvolta gli capita di fare, eppure è in grado di mostrare continui mutamenti mimici, comici e amari allo stesso tempo. La prova degli attori, insomma, riscatta una sceneggiatura che in fin dei conti non è troppo elevata, priva di spunti e di acuti: per trattare un tema importante ci sarebbe bisogno di ben altro, insomma. Nonostante ciò, consigliamo di vedere un film che comunque ha ricevuto un paio di candidature per il premio cinematografico più importante al mondo, e allo stesso tempo suggeriamo, per quanto possibile, di leggere anche il romanzo cui la pellicola è ispirata. Nicholson, bravo, riesce da solo a sostenere la baracca, insieme alla pazza e divertente Kathy Bates: sorprendente.

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