Recensione del film “L’Erede-The Heir”

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L’Erede è un film italiano uscito nei cinema nel luglio 2011, la regia è dell’esordiente Michael Zampino, mentre nel cast troviamo Alessandro Roja, Tresy Taddei, Guia Jelo, Maria Sole Mansutti e Davide Lorino.

Questa pellicola, distribuita dalla Iris Film, è un thriller con forti tinte noir, la sua durata è di 1 ora e 25 minuti, quindi relativamente breve; il regista è al suo primo film e in un’intervista ha detto di essersi ispirato ai film classici di Alfred Hitchcock e Stanley Kubrick, non disdegnando nemmeno i lavori dei fratelli Coen.

Il film è stato realizzato con un budget limitato e quindi anche le scene sono state girate in poche location, di conseguenza risaltano le interpretazioni degli attori, che sono quindi in primo piano, partendo da Alessandro Roja, il protagonista, fino alla brava Guia Jelo.

Ma veniamo ora a qualche accenno sulla trama: Bruno (interpretato da Alessandro Roja) riceve dal padre un’eredità molto particolare, ossia una villa immersa nel verde degli appennini, tra l’Umbria e le Marche, una casa che non aveva mai visto prima.

Inizialmente è un po’ perplesso ma poi decide di andare a vedere la sua eredità, così insieme alla sua fidanzata parte in macchina per raggiungerla; Bruno di professione fa il radiologo ed è già ricco, ma quando vede la sua nuova proprietà rimane piacevolmente sorpreso e capisce che, ristrutturandola, potrebbe guadagnare bene dalla sua vendita.

In seguito conosce i vicini di casa, la famiglia Santucci, che a loro volta conoscevano il padre scomparso, ma Bruno intuisce rapidamente che la loro apparente gentilezza nasconde l’intento di impossessarsi della villa e del suo contenuto per vendicarsi del padre e dei soprusi che avevano dovuto subire da parte sua.

L’erede si trova così coinvolto in una situazione che ben presto degenera e lo travolge, cambiando inevitabilmente la sua vita, in uno scontro che diventerà una sorta di guerra senza esclusione di colpi.

Nella vicenda avviene il confronto tra due realtà e classi sociali ancora ben distinte, quella borghese e quella contadina, capace di risoluzioni molto decise e violente per raggiungere un obiettivo prefissato, e lo spettatore è messo in grado di cogliere diversi spunti di riflessione sulla natura umana.

Anche se non siamo dinanzi ad un’opera d’arte, l’opera prima di questo regista italo-francese è piacevole ed ha diversi spunti interessanti, quindi lascia ben sperare per il futuro; alla luce di queste considerazioni il film “L’erede – The Heir” è da promuovere, il costo del biglietto è quindi pienamente giustificato, anche se a mio avviso la durata della pellicola è troppo risicata.

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