Recensione film “A proposito di Davis”

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A soli tre anni dal loro ultimo lavoro cinematografico, “Il Grinta”, i fratelli Coen tornano con un nuovo progetto per il grande schermo, “A proposito di Davis”. Avete presente le grandi ambientazioni western, il capitale umano ed economico (la produzione ha parlato di oltre 170 milioni di dollari di investimento) e le grandi ambizioni del precedente film dei Coen? Bene. Dimenticate tutto. In quest’ultimo loro lavoro, i fratelli registi hanno virato su qualcosa di molto più intimo.

L’anno è il 1961, l’ambientazione è nel Greenwich Village, molti anni prima però rispetto alle apparizioni di Bob Dylan e allo sdoganamento della musica folk a livello mondiale. Un giovane musicista, Llewyn Davis, suona in un piccolo locale del quartiere per racimolare qualche soldo e sopravvivere. I tormenti del giovane Davis non sembrano però riguardare il denaro (o almeno non solo quello). Il giovane musicista, interpretato da Oscar Isaac, appare al pubblico come un uomo rude, molto trasandato, e con l’anima tormentata. Eppure il passato del giovane Davis sembrava promettere bene, quando insieme all’amico Timlin aveva inciso un disco che aveva tutte le carte in regola per sfondare nel mercato discografico. Il baratro dove Davis inizia a cadere si apre quando Timlin abbandona il progetto, lasciando il giovane musicista da solo, con solo tutta una serie di tormenti in cui rodersi, ma in compagnia di un gatto rosso, di nome Ulisse, una specie di alter ego del protagonista.

Premiato al Festival del cinema di Cannes con il Gran Premio Speciale della Giuria, “A proposito di Davis” è uno di quei film in cui i Coen abbandonano completamente gli sfarzi delle loro grandi produzioni, e mirano piuttosto a un vero e proprio percorso introspettivo dei propri personaggi, palesando tutti i loro difetti e le loro contraddizioni. Memoria alla mano, i fratelli di Minneapolis avevano già realizzato discorsi simili per altri personaggi partoriti dalla loro mente, come Larry (A Serious Man) o anche Chigurh (Non è un paese per vecchi).

In “A proposito di Davis” la figura del tormentato protagonista ci viene dipinta dai vari personaggi secondari con i quali interagisce, dal discografico che non perde occasione per fregarlo, dall’amico Jim che si mostra molto compassionevole nei confronti di Davis, fino ad arrivare all’ex fidanzata Jean, che non perde occasione per sbattergli addosso il proprio odio, acuito anche dalla gravidanza di cui incolpa il povero Davis (che suo malgrado si vedrà accollare da Jean tutte le spese per l’aborto).

Il cast del film è costituito da attori di primo livello: oltre al già citato Oscar Isaac, fanno la loro apparizione nella pellicola Justin Timberlake, Carey Mulligan (che anche in questo film mostra, oltre alle sue doti di attrice, un enorme talento canoro), e il solito John Goodman, che nella filmografia dei Coen ha sempre avuto una presenza ingombrante (aggettivo non casuale, vista la mole del buon John).

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