Recensione film Apocalypto: il declino di un popolo

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Se cerchi un film particolare, questo è quello che fa per te. La trama narra dell’antica e straordinariamente evoluta civiltà Maya,sorta intorno al 2600 a.C., che padroneggiava principi di matematica, scienze e astronomia prima di altri popoli sulla carta più evoluti, e del suo scontro con i conquistadores spagnoli che ne determinarono la fine. Un film ricco di significati, anche educativo secondo varie riviste di critica cinematografica. Apocalypto è un bellissimo film di Mel Gibson sceneggiato con Farad Safinia (anche co-produttore), prodotto con Bruce Davey e diretto con la preziosissima collaborazione e consulenza dell’archeologo Richard D. Hansen. Ed è proprio grazie alle consulenze archeologiche che il film risulta fedele alla realtà storica, grazie anche a dettagli importanti come le molto ben fatte suppellettili, lavorate da sapienti mani messicane, che arricchiscono la scenografia. Il film è stato girato proprio all’interno delle foreste un tempo abitate dai Maya, e la maggior parte dei dialoghi sono lingua maya yucateca, lingua mai morta seppure in via di estinzione. Il cast del film è quasi interamente composto da attori non professionisti e comunque nativi del continente sudamericano. La scelta strategica del regista è stata quella di ambientarlo nel periodo di massima decadenza della società Maya. Gibson in questo film punta alla massima spettacolarità e ottiene risultati egregi, avvalendosi anche dell’ausilio della tecnologia digitale, con la quale riesce a creare fondali varii e complessi, anche se indugia in mosdo forse maniacale su immagini crude e sanguinolente che risultano addirittura stucchevoli. Nella pellicola si utilizza una particolare tecnica narrativa, infatti l’attenzione del regista è completamente concentrata sull’efficacia delle immagini e i dialoghi passano in secondo piano, la simbologia è volutamente forzata nel corso dell’evolversi delle scene, ma questo è comunque uno dei tratti peculiari del film. Apocalypto è sicuramente da consigliare a chi ama la storia e l’antropologia perchè la ricostruzione storica è fedele, mentre è vivamente sconsigliabile se non si apprezzano le scene forti di cui il film è ricco. Si tratta tutto sommato di un buon film che dà il suo punto di vista sul declino di un popolo oramai entrato nel mito.

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