Bullitt 1968 (film)

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Uscito nelle sale cinematografiche italiane nell’agosto del 1968, il film vide la partecipazione tra gli altri di Steve McQueen nella parte del tenente di polizia di San Francisco, FranK Bullit.
Tratto dal romanzo di Robert L. Pike “Mute Witness”, “Bullit” il cui titolo originario sarebbe dovuto essere “Bullitt”, narra la storia del tenente della squadra omicidi Frank Bullit (Steve MacQueen) al quale viene affidato l’incarico dal politicante Walter Chalmers (Robert Vaughn), che aspirava ad entrare nel mondo politico, di tenere d’occhio una stanza dell’hotel Daniels dove vi era un esponente di un’organizzazione mafiosa, un certo Johnny Ross. Costui a breve avrebbe dovuto testimoniare contro cosa nostra ed il tenente avrebbe dovuto provvedere alla sua incolumità. Ma nonostante tutto, una notte due sicari riescono ad entrare nella stanza del testimone e lo feriscono gravemente. Morirà in seguito per le ferite riportate.
Bullit per evitare conseguenze con Chalmers e con l’organizzazione, decide di nascondere il cadavere. Continuerà le sue indagini fino a scoprire che l’uomo ucciso non è Ross ma un certo Albert Renick e che di proposito aveva fatto entrare i sicari nella stanza. Ross infatti è ancora vivo e si trova in partenza per l’Italia. Il tenente lo raggiunge all’aeroporto e dopo una movimentata lotta riesce ad ucciderlo.

Distribuito dalla Warner Bros, il film di genere poliziesco, diventato un cult, ha visto la partecipazione di altri grandi artisti come Jacqueline Bisset, Don Gordon e Robert Duvall, ed è entrato nella storia del cinema grazie anche alla colonna sonora del compositore argentino Lalo Schifrin, che in seguito otterrà un successo strepitoso con le musiche di “Mission: Impossible” e con le colonne sonore di altre serie poliziesche, e al suo brano “Shifting Gears” che farà da premessa ad una scena famosa del film. Si tratta dell’inseguimento a perdifiato, su e giù per le strade di San Francisco, tra la Ford Mustang di Bullit ed una Dodge Charger R/T nera. Questa scena è entrata nella storia del cinema ed è stata più volte imitata in altri film, per la sua dinamicità. Sembra quasi di essere dentro l’auto e di sobbalzare insieme a loro per le cunette della strada.
Il regista inglese Peter Yates è riuscito a consegnare al cinema una pellicola di 113 minuti che è diventata una pietra miliare donando a tutto il film uno stile inconfondibile che per quei tempi era abbastanza originale.
Ottima anche la fotografia affidata a William A. Fraker e il montaggio di Frank P. Keller. Non a caso il film ha vinto nel 1969 due premi Oscar uno come miglior sonoro ed uno proprio per il miglior montaggio.
Da anni è fase di studio un remake del film dove ad interpretare la parte del tenente Frank Bullit sarà Brad Pitt accomunato al grande attore McQueen dalle stesse passioni compreso anche l’amore per le moto e le auto veloci. A quanto sembra l’attore legato ad Angelina Jolie ha già firmato il contratto per girare il remake che aveva reso Steve McQueen uno degli attori più richiesti di Hollywood.

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