Recensione film “Elysium”

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Il regista emergente sudafricano Neill Blomkamp ritorna nelle sale, a 4 anni di distanza dal suo “District 9” in cui fece parcheggiare un Ufo nel centro di Johannesburg, con “Elysium“, film di fantascienza di denuncia sociale ambientato a Los Angeles nell’anno 2154. Per realizzarlo la Sony Pictures Entertainment ha messo a disposizione ben 100 milioni di dollari di budget.

Elysium è la lussuosa stazione spaziale in orbita nella quale vivono i ricchi e potenti del pianeta, mentre i poveri che vivono sulla Terra in condizioni proibitive tenuti sotto controllo dai robot dell’élite dell’Elysium impegnati a far rimanere immutate le condizioni di privilegio dei ricchi del pianeta.

Max (Matt Demon) un operaio che a seguito di un incidente di lavoro viene esposto ad una quantità di radiazioni mortali, restano 5 giorni di vita decide di arrivare su Elysium dove esiste l’unica cura capace di curarlo.
L’uomo si troverà costretto a stringere accordi con criminali per scavalcare le leggi anti immigrazione e non essere abbattuto prima dell’atterraggio. Fino ad un epico scontro contro i potenti per un mondo più giusto.

La divisione in due ben distinte classi della popolazione, tra una piccola fetta ricca potente, e la grande massa povera alle prese con criminalità di ogni genere e disagi disumani, è un argomento molto usato nel corso della cinematografia.
Blomkamp prova a far comprendere le condizioni di vita degli abitanti di Los Angeles nell’anno 2154, soffermandosi nel dettaglio sullo sforzo di sopravvivenza che i protagonisti devo compiere per non soccombere contro i potenti ed i soprusi in quello che viene rappresentato come un ghetto del mondo.

La lotta per un mondo senza disuguaglianze sociali, disparità economiche, con una assistenza sanitaria giusta, e senza l’avidità capitalista è il messaggio che questa pellicola vuole lanciare, e a ben vedere, disegna un mondo futuro che è molto simile alla società odierna.

Il regista sudafricano si affida a due star del calibro di Matt Damon e Jodie Foster per provare a sfondare i botteghini di tutto il mondo. Proprio Damon viene considerato dagli addetti ai lavori hollywoodiani come un re mida per i registi. Infatti ha la capacità di scegliere sempre i copioni giusti e tutti i film che interpreta si rivelano un successo.

Si racconta di come nel 2010 Blomkamp riusci a convincere Damon a far parte del suo film in soli 15 minuti mostrandogli una bozza di sceneggiatura con disegni del mondo futuristico che aveva in mente disegnati da lui personalmente.

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