Recensione film “Gli stagisti”

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“Gli Stagisti” (The internship) – in uscita ad agosto – è una commedia americana scritta da Vince Vaughn e Jared Stern, e diretta da Shawn Levy il regista di “Una notte al Museo” e “Una notte al museo 2”.
I due protagonisti principali sono Vince Vaughn nelle vesti di Billy McMahon e Owen Wilson nel ruolo di Nick Campbell. I due sono stati appena licenziati. La ditta per cui lavoravano vendeva orologi, ma risentendo troppo della crisi il titolare chiude i battenti prima di dichiarare fallimento. Così i due si trovano a cercare un nuovo lavoro, a quarant’anni e nell’era in cui internet è imperante partendo da zero.

Grazie alle risposte originali inserite nel questionario di ingresso e nonostante la loro comprovata inesperienza nel settore informatico, riescono a rientrare nella competizione più selettiva della Silicon Valley: uno stage aziendale targato Google per aspiranti Noogler, (così si chiamano i nuovi impiegati in Google).

Lo stage sarà a squadre, ma non sarà un compito semplice perché Billy e Nick dovranno vedersela con ben più agguerriti e giovani contendenti. E non si sentiranno a loro agio neanche nella loro squadra. Loro due infatti sono gli unici a non avere un età da college e a non conoscere il linguaggio di internet: app, tweet, tag… tutti termini sconosciuti utilizzati per esilaranti giochi di parole e situazioni comiche.

La Noogler Team di Billy e Nick è composta da Stuart Twombly (Dylan O’Brein), ragazzo tutto dedito al suo smartphone, Yo-Yo Santos (Tobia Raffaele) ragazzo americano di origine asiatica istruito a casa dalla madre, Neha Patel (Tiya Sircar) ragazza indo-americana interessata alle pratiche sessuali del Bondage e kink, e Lyle Spaulding (Josh Brener) che cerca i tutti i modi di nascondere le proprie insicurezze mostrandosi intransigente.

Secondo la tradizione hollywoodiana, i protagonisti in un primo momento troveranno molti motivi per scontrarsi, darsi battaglia per poi riconoscere da ambo le parti i pregi e le competenze che ciascuno mette a disposizione del gruppo. Billy e Nick saranno facile bersaglio dell’ironia e talvolta della cattiveria dell’élite universitaria tanto giovane quanto agguerrita, ma saranno proprio loro, con l’esperienza nelle vendite a fornire l’asso nella manica alla loro squadra utile alla vittoria.

Oltre oceano il film è stato criticato per la presenza ingombrante di Google; un giornalista britannico lo ha definito lo spot pubblicitario più lungo mai visto al cinema. Ma il film non è solo questo, è soprattutto il dialogo possibile tra due generazioni.

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