Recensione film In trance

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“In Trance” è un film inglese del 2013, remake del semi omonimo “Trance” uscito nel 2001 e diretto da Danny Boyle, con protagonisti James McAvoy, Rosario Dawson e Vincent Cassel.

Simon, un banditore d’asta, organizza il furto di un dipinto dalla sua stessa casa d’asta. Quando uno dei ladri da lui ingaggiati, Frank, tenta di portargli via il dipinto armato di pistola, Simon lo aggredisce e riceve un colpo alla testa che lo lascia con un’amnesia. Quando Frank torna a casa, però, scopre di aver rubato solo una cornice vuota. Decide dunque di rapire e torturare Simon, il quale però non ricorda dove ha nascosto il quadro: Frank prova allora a portarlo da un ipnoterapeuta, nella speranza di fargli tornare la memoria.

Il film desta molte curiosità, complice un’ottima interpretazione della bellissima Rosario Dawson, che nelle sue sedute ipnotiche fa sprofondare lo spettatore in una dimensione onirica e piena di inganni. Realtà e ipnosi si fondono, lasciando spesso il dubbio di cosa sia vero e cosa no e sorprendendo quando determinati eventi assumono significati completamente diversi dal concetto di partenza.

Il montaggio è tipicamente secondo lo stile di Boyle, bombardando lo spettatore con luci e ombre impossibili, specchi che riflettono all’infinito le inquadrature mostrandone chiaramente la falsità. Ciliegina sulla torta per gli spettatori maschili, un nudo frontale della Dawson, anch’esso un po’ onirico nell’insieme delle scene sotto ipnosi.

Impossibile non notare il parallelismo con Goya, l’autore del quadro rubato, famoso per esser capace di mostrare l’abisso della mente attraverso i suoi dipinti. Questo è probabilmente al contempo il punto più alto e quello più basso del film: con il dovuto rispetto, Danny Boyle non è Goya. Per quanto il montaggio sia particolare e apprezzabilmente fuori dagli schemi, ci si riduce un po’ troppo spesso a flashback esplicativi o a vere e proprie spiegazioni verbali, per tenere la mano agli spettatori meno attenti. Ciò comporta il ritorno alla realtà per chi cercava di immergersi nell’atmosfera sognante del film, un distacco immediato per chi si immedesimava negli eventi. Questo, unito ai tanti, troppi colpi di scena e repentini cambi di situazione, rendono il film meno bello di quanto avrebbe potuto essere, ed è un vero peccato, viste le premesse.

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