Recensione film “La notte del giudizio”

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“La notte del giudizio” (The Purge) è un film horror del 2013 in uscita nelle sale italiane dal 1 agosto. Un film di James DeMonaco con Lena Headey, Ethan Hawke, Edwin Hodge, Max Burkholder.

Si tratta di un thriller di ambientazione futuristica che racconta, con uno stile essenziale, le vicende di una famiglia americana che si trova a dover fronteggiare un assalto di delinquenti alla propria abitazione.

Tutto questo avviene sullo sfondo di un evento annuale chiamato “The Purge”, dove per 12 ore non esistono regole! Tutte le attività normalmente illegali diventano legali. Dalle 7 della sera alle 7 del mattino ogni cittadino americano può abbandonarsi alla violenza più sfrenata e commettere qualsiasi crimine, anche l’omicidio, senza essere punito legalmente. La violenza viene di fatto legalizzata permettendo alla società di dare libero sfogo alle proprie pulsioni criminali.

Questa è la soluzione che il governo applica per realizzare l’utopico progetto di creare una società perfetta, un luogo dove il tasso di disoccupazione e quello di povertà sono ai minimi storici e la violenza non esiste praticamente più.

In questo fantascientifico prossimo futuro, cronologicamente fissato nel 2022, durante uno di questi periodi in cui tutto è consentito, ogni membro della famiglia, che inizialmente non partecipa allo sfogo sociale, si troverà a dover affrontare delle scelte fondamentali.

James (Ethan Hawke), la moglie Mary (Lena Headey) e due figli adolescenti, tutti verranno alle prese con il terrore e la violenza che violeranno le mura apparentemente sicure della loro abitazione.
Il film è perfettamente in linea con i precedenti film prodotti dalla Blumhouse Productions.
Il soggetto è fantascientifico, ma cerca di farci riflettere in modo immediato su temi piuttosto seri come la presenza e la gestione della violenza negli Stati Uniti.

L’idea di fondo è accattivante e particolare, non altrettanto lo sono sceneggiatura, regia e soluzioni sceniche.
Il film è definito come Horror-Thriller, ma di elementi horror non vi è quasi nulla se non un sapore tutto particolare in grado di far venire i brividi al pensiero che in un prossimo futuro si possano attuare nella realtà in cui viviamo soluzioni simili a quella proposta nel film.

Una violenza e un cinismo che sembrano innati nell’uomo, un livello di rozza bestialità che richiama lo stereotipo del Far West con l’aggiunta di un fondo macabro.

La morale dietro al thrilling è evidente: il dilagare delle armi e della violenza minano dalle fondamenta il concetto americano di libertà.
Il film che dovrebbe usare la tensione e l’eccitazione come motori principali della trama non sembra riuscire a coinvolgere lo spettatore e risente notevolmente della mancanza quasi assoluta di suspense e colpi di scena.

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