Recensione “Magnetic” l’ultimo album dei Goo Goo Dolls

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“Magnetic” è l’ultimo lavoro del trio statunitense Goo Goo Dolls. Decimo disco in studio per la band, è uscito con la Warner Bros Records l’11 giugno di quest’anno.

“Magnetic” si compone di 11 tracce più 2 bonus track. L’album è stato inaugurato con l’uscita del singolo “Rebel Beat” in data 19 febbraio e giusto qualche giorno fa, il 23 luglio, è stata la volta di “Come to me”. La maggior parte del materiale necessario alla realizzazione di questo disco si è fatta largo nella testa di John Rzeznik durante l’ultimo tour, quello di Something for the rest of us, del 2011. Lo stesso Rzeznik ha anticipato in un’intervista che l’album sarebbe stato eclettico, frutto del lavoro di più menti, eterogeneo.

Stessa commistione di stili ed idee diverse si trova nel nuovo metodo di composizione di John. Per Magnetic il leader dei Goo Goo Dolls ha deciso infatti di essere meno dittatoriale e più aperto ai consigli e alle proposte degli altri. Forse proprio per questo i produttori dell’album sono ben quattro: Gregg Wattenberg, Rob Cavallo, Greg Wells e John Shanks.

La volontà di incontrare stili e colori variegati si è riflessa probabilmente anche nella scelta del luogo dove registrare il disco. La maggior parte dell’album è stata infatti registrata ai Quad Records Studios, al dodicesimo piano di un grattacielo che si affaccia nel bel mezzo di Times Square, a Manhattan.

La critica ha accolto l’album con pareri discordanti e non sempre senza storgere il naso. La media di tutte le recensioni lo porta ad un punteggio di Metacritic di 57 punti su 100.
Ben altra è stata invece la risposta delle riviste e degli appassionati del genere. Nella classifica Us Top Rock Albums il disco ha raggiunto la seconda posizione.
Anche il parere del pubblico non è stato poi così negativo. Magnetic ha debuttato al numero 8 della Billboard 200 Chart, vendendo nella prima settimana ben 29.000 copie.

Molto più leggero di tutto ciò a cui ci avevano abituato i Goo Goo Dolls nei loro 20 di carriera, Magnetic si fa comunque apprezzare dagli amanti del rock, soprattutto in quei momenti in cui la mente richiede suoni meno duri. L’album comincia con “Rebel Beat” e finisce con “Black Balloon”, in un susseguirsi di atmosfere e sensazioni differenti. “Come to me”, leggera e da canticchiare mentre si va in viaggio, ha tutte le carte in regola per diventare la hit delle estati più rock. Molti i brani nell’album di questo calibro, con ritornelli più orecchiabili che rischiano di entrare nella storia di quelle canzoni che ci ricordano i momenti felici di vacanze ed estati lontani.

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