Recensione “Thor: The Dark World”

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E’ uscito nelle sale italiane il 20 novembre 2013 il nuovo film targato Marvel: “Thor: The Dark World”, diretto da Alan Tyler, che racconta le avventure del supereroe dei fumetti, il dio del tuono Thor, interpretato nella pellicola da Chris Hemsworth.

Il film nel suo insieme è molto coinvolgente, è un misto genere fantasy e fantascienza, la trama e un po’ confusa e nella prima parte stenta a decollare, ma quando lo fa, il divertimento è assicurato. Grandi effetti speciali in 3D, anche se un po’ ridimensionati rispetto al prequel; la città di Asgard, patria del supereroe, è stata resa meno “divina”e più aliena, e, ad esser sinceri, alcune scene ricordano Star Treck, oltre ad una evidente influenza de Il Signore Degli Anelli.

Questa volta, Thor deve sconfiggere il cattivo Malekith, interpretato da Christopher Ecclestone, che vuole impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dotato di un potere incredibile ma molto oscuro, nascosto migliaia di anni prima dal padre di Odino (Anthony Hopkins), re di Asgard. Naturalmente, Malekith riesce ad impossessarsene, così il nostro eroe Thor deve scendere sulla Terra per sfruttare gli allineamenti dei pianeti e con l’aiuto della sua amata Jane Foster (Natalie Portman), di Darcy (Kat Dennings), e di Erik Selvig (Stellan Skarsgård) porterà in salvo il Regno dei Nove Mondi.

Il film è ben assortito, ricco di effetti speciali 3D, azione, qualche colpo di scena (come la morte apparente di Loki) e un pizzico di umorismo; la presenza di un cast stellare diciamo che aiuta parecchio a rendere la pellicola più interessante, l’unica pecca forse l’assenza di molti dialoghi.

La risata è assicurata quando sullo schermo appare Loki (Tom Hiddlestone), Darcy o Erik, ma anche Thor dà il suo contributo, regalando momenti piacevoli.

Per quanto riguarda gli incassi, negli Stati Uniti “Thor: The Dark World” non è andato benissimo, ha guadagnato meno della prima parte, in Italia invece ha avuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico, è riuscito infatti a spodestare “Sole a catinelle” di Checco Zalone.

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