Riding the Bullet (Film horror)

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Riding the Bullet è un film horror ambientato nel 1969, alla vigilia di Hallowen; è stato diretto nel 2004 dal regista Mick Garris ed è nato dall’omonimo romanzo dell’attore Stephen King. Uno studente dell’Università del Maine, Alan Parker (interpretato da Jonathan Jackson) soffre di continue crisi depressive, soprattutto in seguito alla morte prematura del padre, che il ragazzo non riesce ad accettare. A peggiorare la situazione ci pensa Jessica (interpretata da Erika Christensen), la fidanzata di Alan, che decide di far finire la loro storia d’ amore e lo lascia il giorno dopo il suo compleanno, che cade proprio ad Hallowen. Il giovane studente, nel panico più che mai, prende la decisione di togliersi la vita tagliandosi le vene, ma grazie al pronto intervento dei suoi amici e della stessa Jessica, che si ricordano che proprio quel giorno è il suo compleanno, viene salvato. Gli amici cercano di risollevargli il morale proponendo di andare tutti insieme a un concerto di John Lennon. Poco prima di partire però, il povero Alan scopre che la madre Julian (interpretata da Barry W. Levy) si trova ricoverata in ospedale a causa di un ictus improvviso. Decide così di abbandonare l’idea del concerto e inizia un viaggio “on the road” facendo l’autostop. Durante questi viaggi, incontra persone che gli raccontano la loro vita, tutte storie che lo fanno riflettere e gli fanno riportare alla mente ricordi ormai quasi dimenticati. In seguito a un passaggio, finisce in un cimitero: qui, una tomba attira la sua attenzione, sia per la sua posizione, più in vista delle altre sia per la data recente, che riporta il nome di George Staub. Subito dopo, alla vista di una macchina, Alan corre per chiedere l’ ennesimo passaggio, ma salito a bordo, si accorge che il giovane autista ha una strana personalità e sente un forte odore di decomposizione. Si presenta ad Alan come George Staub, raccoglitore di anime e dotato della facoltà paranormale di essere a conoscenza di tutto ciò che è accaduto in passato, che sta accadendo in quel preciso momento e di quello che accadrà in futuro. Staub pone Alan a un bivio: morire e quindi andare via con lui oppure lasciare che sia la madre stessa a morire. Il ragazzo, spaventato, riesce a fuggire dall’auto ma arriva in un parco giochi con le montagne russe, di cui lui ha paura sin da sempre. Staub, però, riesce a prenderlo e gli chiede nuovamente se decide di morire per dare così la vita a sua madre, e lui, sempre più perso nella disperazione, sacrifica la vita della mamma. Scaraventato fuori dall’auto perde i sensi, e quando si risveglia si ritrova davanti alla tomba di George Staub, dove gli viene proiettata la sua vita in caso si fosse sacrificato. Tra le immagini, vede un George Staub nell’ascensore dell’ospedale che gli porge un biglietto da visita, segue il ricovero della madre, lo stato comatoso e il risveglio; purtroppo, però, sarà il suo vizio di fumare a farla morire.
La storia termina col matrimonio tra Alan e Jessica, che durerà molto poco e un Alan ormai anziano che ricorda la madre dipingendo il suo ritratto.

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