Rise of the Planet of the Apes (film)

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“Il pianeta delle scimmie” è uno di quei film che ha davvero fatto la storia del cinema. Basti pensare che all’originale del 1968 sono seguiti ben quattro film sequel, due serie televisive, fino al remake girato nel 2001 dal grande Tim Burton.
Ma indubbiamente la pellicola non ha ancora smesso di esercitare il suo fascino, dal momento che è in uscita proprio per quest’anno un ulteriore film ispirato dal capolavoro di più di quarant’anni fa, “The rice of the Planet of the Apes”, ovvero “L’alba del pianeta delle scimmie”.
Si tratta di un film che, come si evince dallo stesso titolo ed a differenza degli altri, si propone in qualche modo come prequel, andando a descrivere come è nato il processo che ha portato il pianeta ad una dominazione dei primati sull’uomo.

La trama infatti è incentrato su un medico che effettua ricerche di laboratorio per trovare una cura all’Alzheimer, e che, dopo aver notato un raro e velocissimo incrementarsi dell’intelligenza in una delle scimmie sulle quali testa i propria studi, decide di portarla a casa per poterla seguirla più da vicino ed al contempo liberarla dal crudele laboratorio nella quale è rinchiusa.
Ma Caesar, questo è il nome della scimmia, appena ne ha la possibilità dà il via ad una ribellione che coinvolgerà tutti i primati che fanno da cavia per gli esperimenti ( e che già soltanto per questo crudele trattamento avrebbero il pieno diritto di scatenare una rivolta).
Il film, girato nel corso del 2010, ha avuto diverse location, distribuite tra lo stato del Canada e gli Stati Uniti d’America, prima in California e poi nelle isole Hawai, e presenta una sostanziale differenza con tutti gli altri film che fanno riferimento allo stesso filone.
Se nei film precedenti, infatti, le scimmie erano comunque attori travestiti, con un grande studio del settore dei costumi da parte della produzione, per la prima volta, sebbene sulla base degli attori in carne ed ossa che interpretano i protagonisti, il loro aspetto ” scimmiesco ” è stato ricostruito con un complesso programma grafico, che ha permesso quindi di sbizzarrirsi in modo diverso sulla parte estetica del film , sebbene questo abbia fatto sì che l’intera estetica della pellicola perdesse parecchio in quanto a fascino.

Il film è sicuramente diretto con attenzione e con cura, così come anche il cast sembra riuscire a gestire con naturalezza le parti, comprese quelle dei primati: il ruolo della scimmia Caesar, tanto per fare un esempio, è stato affidato ad Andy Serkis, attore inglese divenuto famoso per il ruolo di Gollum / Smeagol nella saga de ” Il signore degli anelli ” di Peter Jackson, il quale riesce a muoversi con naturalezza nei panni dell’animale vero protagonista dell’intera pellicola.
Nell’insieme, quindi, si preannuncia un film di livello abbastanza buono , anche se la saga originale ha un fascino che sarà assolutamente difficoltoso raggiungere, ed il remake di Tim Burton può vantare un regista che pochi possono eguagliare.

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