I ristoranti giapponesi a Roma

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Da qualche anno sta prendendo sempre più piede nella capitale la moda della cucina giapponese. Uno stile culinario troppo spesso confuso con la cucina cinese, che a differenza di quest’ultima però, usa metodi di cottura che non alterano il gusto del cibo.
Ai nipponici va riconosciuto il merito di aver mantenuto inalterata nel mondo la loro tradizione gastronomica, senza adattarla al luogo dove venivano aperti i ristoranti.
La cucina giapponese è particolarmente consigliata a coloro che amano cibi leggeri che mantengono inalterato il loro sapore in cottura.

Molti pensano che questa cucina presenti solo pesce crudo, senza saper che sushi e sashimi sono solo due pietanze, e che i giapponesi fanno un’ottima frittura sia di pesce che di verdura, croccante e leggera, senza eccessi di olio fritto. Forse non tutti sanno che l’arte per una frittura perfetta i giapponesi l’hanno appresa dai monaci portoghesi. Inoltre il sushi non sempre è realizzato con pesce, esiste il tamago-sushi fatto con riso e frittatina.

I primi ristoranti aperti nella capitale risalgono alla prima metà degli anni ’70 e precisamente al ’74, con l’apertura di Hamasei, senza ombra di dubbio il migliore, situato in via della Mercede, in pieno centro storico di Roma. A seguire hanno aperto Hasekura in via dei Serpenti, sempre in pieno centro, e Rokko, dapprima situato al Tritone e dal 2010 presente nella nuova sede di Passeggiata di Ripetta.
I ristoranti giapponesi si presentano con arredi tipicamente nipponici, curati in ogni particolare. Purtroppo è una cucina molto cara per due motivi: il pesce usato per sushi e sashimi deve essere freschissimo e può servire solo per pochi piatti, essendo quella giapponese una cucina cosiddetta di nicchia, ovvero che lavora su un numero di coperti decisamente inferiore a quello di una pizzeria.

Così negli ultimi tempi, per avvicinare anche i giovani a questo tipo di cucina, stanno nascendo locali alternativi, chiamati sushi bar, che propongono solo alcuni piatti di questa cucina e mantengono i prezzi bassi.
Per mangiare in uno dei ristoranti sopra citati occorre mettere in preventivo circa 100 euro a persona.
I ristoranti giapponesi a Roma sono aperti sia a pranzo che a cena, ma mentre per il pranzo propongono un menù a prezzo fisso, a cena si mangia esclusivamente ordinando alla carta.
Il menù fisso prevede un vassoio dove vengono presentati alcuni pezzetti di sushi, del tempura, una tazza di misoshiru (zuppa a base di miso, tipica della cucina nipponica).
Chi decide di passare una serata in un ristorante giapponese a Roma deve sapere che questa cucina presenta i piatti con un’estetica che appaga dapprima l’occhio e poi il palato. Il cibo viene presentato in piccoli bocconcini, facili da prendere e mangiare con le bacchette, le tipiche posate orientali.
Le porzioni pertanto si presentano piuttosto piccole, arricchite da verdure tagliate a fiore.
Se è per la prima volta, vi consiglio una selezione di sushi e tempura misto, evitando il sashimi e il misoshiru. Ottimi anche i dolci.

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