Sanctum (film)

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Sanctum è un film del 2010 diretto da Alister Grierson. La pellicola, una coproduzione tra Stati Uniti e Australia, annovera nel cast attori del calibro di Dan Wyllie, Richard Roxbrugh, Rhys Wakefiled e Ioan Gruffudd. La vicenda è ambientata in una riserva di caverne della Nuova Guinea, dove alcuni speleologi sono impegnati nell’esplorazione di un sistema di grotte sottomarine, in cerca di anfratti ancestrali ed eventualmente nuovi sbocchi. Il più giovane degli speleologi è Josh, adolescente, figlio del capo della spedizione, Frank, con il quale ha un rapporto a dir poco contrastato. Compongono il gruppo anche Carl, finanziatore della spedizione dalle ingenti risorse economiche, e la sua compagna Victoria. Insieme a loro, Josh arriva a raggiungere gli esploratori nelle più profonde zone della caverna proprio mentre Judes, sommozzatrice, è rimasta senza ossigeno dopo aver trovato un passaggio mai visto primo che conduce a una enorme cattedrale degli abissi. Insieme con la sommozzatrice era presente Frank, che però non è riuscita a salvarle la vita. Il decesso della donna porta all’esasperazione il conflitto tra padre e figlio, che addirittura arrivano al punto di lanciarsi accuse a vicenda rispetto a quello che è successo. Nel corso della lite, però, una tempesta tropicale colpisce la riserva, e la risalita del gruppo è resa impossibile. Così, gli speleologi sono costretti ad attraversare i fondali del mare per riuscire a tornare in superficie. Il film è stato prodotto da James Cameron, il regista di Avatar e Titanic. Non è un caso che il suo nome nelle locandine sia anche più grande rispetto a quello del regista Grierson. Non si tratta solo di motivi promozionali, comunque, nel senso che la mano di Cameron si sente in maniera evidente, sia dal punto di vista dei dispositivi tecnologici adottati per esempio, le macchine da presa sono le stesse sviluppate per realizzare Avatar sia per molti aspetti della trama. Per esempio, l’impresa sottomarina dei protagonisti non può non richiamare da vicini diversi elementi già visti in The Abyss, una particolare predilezione per il sottomarino. Altri aspetti degni di nota sono il gioco al massacro che si consuma tra i sopravvissuti, non dissimile da quello di Avatar, o anche di Aliens, senza dimenticare la messa in mostra ostentata dei dispositivi tecnologici. In ogni caso, il film non è stato accolto con troppo entusiasmo dalla critica, soprattutto a causa di caratterizzazioni dei personaggi eccessivamente ambigue. Non si può non citare, in ogni caso, la stereoscopia, che rimane indispensabile all’interno dell’acqua. Per quanto riguarda il tridimensionale, il suo effetto svanisce presto, soprattutto perché il regista australiano non dimostra troppa gentilezza nei confronti della macchina da presa, rimanendo in difficoltà all’interno di un montaggio serrato e intricato tra personaggi troppo spesso ai margini del quadro. Concludiamo segnalando che non a torto questo film è stato considerato una sorta di copia mal riuscita di film di Cameron, una specie di brutta versione, decisamente non in grado di suscitare la suspense nonostante i colpi di scena apparentemente numerosi. Film che si può vedere, ma non aspettatevi un capolavoro.

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