Skyfall: recensione film

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Dal 31 ottobre è nelle sale cinematografiche il ventitreesimo episodio della saga dell’agente segreto più famoso al mondo ovvero James Bond, interpretato ancora una volta da Daniel Graig e diretto da un grande Sam Mendes, affermato regista già vincitore di un premio oscar con “American Beauty”; anche la scelta di Roger Deakins alla fotografia si rivela vincente.

Il regista inglese da nuova linfa vitale al personaggio creato da Ian Fleming nel 1953, fondendo passato e presente; mantenendo i tratti salienti del James Bond delle origini e l’azione tipicamente hollywoodiana, riesce a elaborare un personaggio psicologicamente complesso vicino all’ultimo Batman di Nolan.

La trama si dipana lungo un percorso di morte e rinascita che porterà la spia al servizio del MI6 a confrontarsi con il suo passato e con l’atroce dubbio di non essere più all’altezza della situazione, in particolare dopo il fallimento di una missione in Turchia dove, colpito gravemente da un proiettile e dato per morto, non riesce a recuperare un file dove erano presenti i nomi di diversi agenti segreti.
La lista contenente i nomi delle spie, finirà nelle mani del nemico che stavolta proviene dal passato, sia di M (Judi Dench) che di Bond.

Nel frattempo ad M, finita sotto inchiesta per l’accaduto, viene chiesto di lasciare l’organizzazione; cosa che non avrebbe mai fatto, almeno non prima di scoprire chi si cela dietro il nuovo pericoloso nemico. A questo punto risulta fondamentale la rinascita, sia fisica che psichica, di James Bond l’unico agente fidato di M.
I due, infatti, scopriranno che a minacciarli è in realtà Silva (Javier Bardem), ex agente corrotto del MI6 bramoso di vendetta.

Sam Mendes celebra nel migliore dei modi i cinquanta anni dalla nascita di James Bond inserendo nel film citazioni, prese dall’universo bondiano, che vanno dalla Scozia di Sean Connery alla mitica Aston Martin, delineando quale percorso imboccare per il futuro del personaggio; “Skyfall”, infatti, sembra chiudere idealmente la trilogia del “nuovo Bond”, iniziata con “Casino Royale” e “Quantum of Solace”, passando per la caduta, la riflessione sul passato, il confronto con il mondo moderno e la rinascita dell’eroe inglese.

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