Soul Surfer (film)

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Si va verso l ‘ estate , e con il primo pallido ( anche se in Italia non troppo ) sole primaverile e con il primo pensiero che vola a spiagge bianche e mare cristallino , ecco fiorire come sempre i primi film che al mare fanno pensare.
E cosa fa immaginare chiare acque azzurre e onde imponenti se non un film sul surf?
Ma se il film in questione , invece che la solita banale storia adolescenziale ambientata sulle onde dell ‘ oceano , è incentrato su una trama drammaticamente ispirata da fatti realmente accaduti ( ma sul serio , stavolta ) , e si fonda sulla vera storia della biondissima e poco più che ventenne surfer Bethany Hamilton , allora la questione è ben diversa , e la voglia di andare a vederlo è decisamente giustificata.

Bethany Hamilton ha meno di 13 anni quando subisce il tragico attacco di uno squalo al largo di Tunnels Beach , a Kauai , isole Hawaii.
Lo squalo , aggredendo la ragazzina , le porta via il braccio sinistro , ma , nonostante l ‘ orribile e gravissimo incidente , la bella Bethany non si perde d ‘ animo e meno di tre mesi dopo l ‘ infortunio è di nuovo in piedi sulla sua tavola da surf , per affrontare ancora le onde e ricominciare a vivere la sua più grande passione .
Ed il film narra proprio di questo , ovvero di come , nonostante la perdita di un arto , la ragazza sia riuscita comunque a diventare una delle surfer più note ed atleticamente valide del mondo , con il proprio lavoro , la propria energia e la propria passione per il mondo del surf.
Insomma, un film sul coraggio di affrontare le controversie che la vita ci impone , per quanto gravi e tragiche esse siano , e sulla capacità di reagire alle avversità e agli ostacoli con tenacia e determinazione , per vivere comunque secondo le proprie regole.

La regia è affidata a Sean Mcnamara , californiano d.o.c. classe 1962 , al suo terzo lavoro , che dirige un buon cast , composto da Dennis Quaid , che interpreta con passione la parte del padre della giovane Bethany , una drammatica Helen Hunt , la madre , e l’appena diciottenne Annasophia Robb , giovanissima quanto prolifica stella nascente dell’ olimpo hollywoodiano.
Il film scorre bene , alternando momenti altamente drammatici a sequenze in cui viene tutto incentrato sulla grande forza della giovane protagonista , sebbene il ritmo in qualche modo non riesca mai a decollare , puntando soprattutto sulla sfera sentimentale ed emotiva dello spettatore , che si ritroverà al contempo presto coinvolto nella drammatica storia della giovane atleta e preso dal suo stesso sentimento di rivalsa verso le vicissitudini che l’hanno coinvolta.
Nell’insieme , quindi , un film nella media, per conoscere una storia, però, che merita di essere conosciuta.

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