Storia della bellezza, Umberto Eco (libro)

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Dopo un periodo – piuttosto lungo – di astinenza, ho riscoperto il piacere della lettura. Ed il piacere di scambiare libri con le mie amiche per poi, magari, confrontarci su quanto letto. Uno dei libri che mi sono capitati a seguito di uno scambio è stato “Storia della bellezza” di Umberto Eco. Va premesso che mi è stato prestato da un’amica che ama un genere di lettura agli antipodi del mio ma visto che, nei nostri scambi, ci siamo ripromesse di conoscere qualche cosa di nuovo rispetto a ciò che abitualmente ci piace, non mi sono tirata indietro. Quello di Umberto Eco è un libro diverso davvero da tutti gli altri che mi sono capitati tra le mani. Contiene moltissime immagini, centinaia di capolavori che arrivano da tutte le epoche storiche a noi conosciute: immagini che mirano a ricostruire le idee di bellezza che si sono valorizzate e discusse dall’antica Grecia fino ad oggi. Bellezza intesa non solo in relazione al volto o al corpo di una donna ma bellezza intesa nella sua accezione più ampia: la bellezza della luce, della natura, delle pietre preziose, degli animali, del Mistero. Quello della bellezza è un concetto che riguarda tutti indistintamente, dai più eruditi alle persone più semplici: ognuno elabora in se una concezione di bellezza rispetto a ciò che ha attorno a se, a ciò che vive e a ciò che vede. Quello proposto da Umberto Eco nel suo libro è un viaggio nella bellezza analizzata sotto tutte le sue possibili espressioni. Un autore che rimarca come il concetto di “bellezza” non sia univoco ed universalmente applicabile perché si sottopone al giudizio soggettivo che, come tale, è diverso da una persona all’altra. Ciò che viene definito “bello” non può esserlo in modo universale: Eco trasmette questa verità in modo delicato ma efficace, senza appesantire ma allo stesso tempo proponendo una pubblicazione molto particolare che non consiglio a chi si aspettasse un romanzo o una storia canonica. Non lo consiglio nemmeno a chi si aspettasse un manuale di storia dell’arte visto che non è così: la presenza di tante immagini, dipinti che arrivano da diverse epoche, rappresentazioni di diverso tipo, potrebbe far pensare ad un manuale di storia dell’arte ma non è affatto così. In 440 pagine è concentrato tutto ciò che può essere definito “bello” ma che, allo stesso tempo, “bello non è in assoluto”. E’ un libro molto costoso, il prezzo di copertina è di 40 euro. Personalmente non comprerei mai un libro così, ad un prezzo così ma sono contenta di averlo avuto tra le mani: molto stimolante dal punto di vista intellettuale e, soprattutto, diverso dalle mie tradizionali letture. Mi ha fatto aprire gli occhi su alcuni aspetti che avevo sottovalutato e mi ha fatto crescere culturalmente. Almeno credo che sia così.
La mia amica, quella che me l’ha dato in prestito, me ne aveva parlato anche in relazione ad un altro libro della stesso autore, uguale e contrario a questo, però. “Storia della bruttezza”, sempre di Umberto Eco, era l’altro termine di paragone ed ammetto di essere molto curiosa in merito.

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