Submarine (film)

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Submarine non è ancora distribuito in Italia e al momento non ci sono notizie su previsioni di uscita, nonostante il film abbia vinto il gran premio della giuria nella categoria +16 all’ultimo Giffoni Film Festival.
Ci sono tutti gli ingredienti per far sì che la pellicola diventi un piccolo culto : la colonna sonora co-firmata da Alex Turner degli Arctic Monkeys (che ha in realtà dichiarato di non aver voluto scrivere una colonna sonora ma che per caso le sei canzoni che sono poi diventate “The Submarine EP” ben si sposavano con le atmosfere del film), la regia di un personaggio in ascesa come Richard Ayoade che oltre a dirigere molti videoclip per gruppi della scena musicale indipendente (tra cui proprio gli Arctic Monkeys) è brillante attore della sitcom inglese The IT Crowd e la produzione di un pezzo grosso come Ben Stiller.
Tratto dall’omonimo romanzo breve del giovane scrittore britannico Joe Dunthorne (pubblicato in Italia da Piemme col titolo “Piccole indagini sotto il pelo dell’acqua”) il film si basa su un’importante premessa : lo spettatore si appassionerà alle vicende sentimental-familiari del quindicenne Oliver Tate (interpretato da Craig Roberts), adolescente schivo e un po’ strambo dalla spiccata intelligenza e profonda sensibilità.

L’appassionarsi a Oliver è fondamentale in quanto la sceneggiatura, scritta dallo stesso Ayoade al suo esordio in un lungometraggio, si poggia quasi totalmente sulla sua vita ma soprattutto sui suoi pensieri, che ci accompagnano come voce narrante in lunghe sequenze senza dialoghi.Oliver ci introduce se stesso, i suoi rapporti con i genitori, il suo amore per la compagna di classe Jordana (Yasmin Paige), le sue abitudini e le sue idiosincrasie.Più che dall’ Holden Caulfield di Salinger sembra discendere dall’Harold di Hal Ashby (Harold e Maude), ma senza riuscire ad avvicinarne la profondità emotiva e il carisma, e soprattutto senza una spalla come Maude al suo fianco.
Visivamente si alternano momenti di contemplazione, legati soprattutto ai rapporti tra il protagonista e il padre depresso interpretato da Noah Taylor, con lunghe colazioni notturne al tavolo della cucina, e montaggi veloci simili a tanti piccoli videoclip che accompagnano l’insolita storia d’amore tra Oliver e la sua stravagante ragazza, fra gite sul fiume e piccoli incendi (una delle principali passioni di Jordana).
Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival del 2010 è piaciuto alla Weinstein Company che ne ha acquisito i diritti per la distribuzione americana.Il film è uscito nelle sale del Regno Unito il 18 marzo del 2011 e il 3 giugno negli Stati Uniti.
Ha suscitato poi gran consenso da parte della critica al Sundance Film Festival (e sappiamo quanto sia importante questo passaggio per un regista esordiente) di Robert Redford e alla Berlinale.

Forse troppa grazia per una piccola storia sulla crescita che nel corso dei sui 97 minuti di durata non sempre riesce a tenere alta l’attenzione e ad emozionare, destando il sospetto di essere un’operazione sapientemente studiata a tavolino mettendo insieme tutti gli ingredienti necessari per farne parlare come la nuova rivelazione del cinema inglese indipendente (che poi tanto indipendente non è).
Attendiamo al varco Ayoade con la sua prossima prova registica, un adattamento de Il Sosia di Dostoevskij, co-sceneggiato insieme ad Avi Korine, fratello del più celebre paladino dell’indipendenza Harmony.

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