Sucker Punch (film)

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“Sucker punch” è il titolo di un film fresco di uscita. Si tratta di una produzione americana del 2011, infatti, ed ha una durata di 110 minuti circa. Generalmente catalogato all’interno delle pellicole di azione, thriller e fantasy, vede alla regia Zack Snyder, già noto per aver diretto “300”. All’interno del cast, si distinguono fra gli altri attori Abbie Cornish, Carla Gugino, Emily Browning, Jamie Chung, Jena Malone, Jon Hamm e Vanessa Hudgens. Si tratta in fin dei conti di un film molto atteso e che possiede una trama che trovo un po’ particolare. La vicenda è ambientata negli anni cinquanta, quando Baby Doll, una ragazza come si intuisce facilmente dal nome, viene condotta dal patrigno presso un manicomio, con il solo ed unico fine di lobotomizzarla nel corso di un brevissimo tempo. Scatta quindi la necessità in lei di cercare una rapida soluzione, per evitare questa misera fine ed aspirare senza dubbio ad una miglior vita. Così, insieme alle sue compagne di detenzione, studia un modo per evadere da questa situazione alquanto scomoda ed in rapida evoluzione. Data la mancanza di chance per quanto concerne i metodi tradizionali, Baby Doll inizia a fantasticare un mondo che non c’è, ma che all’interno del quale si può celare l’unica via di fuga possibile, anche la cosa si presenta fin da subito tutt’altro che facile. Ce la farà a raggiungere questo vitale obiettivo? Lascio la risposta a chi vedrà il film, perché, obiettivamente, non c’è gusto a raccontare il finale. Quello che mi ha colpito in questa pellicola, prima di tutto, è il suo essere un mix di vari elementi fra di loro, il quale obiettivo, a mio avviso, è quello di raggiungere il successo sperato. Non so se tale ambizione sia avvalorata dai risultati che avrà al cinema, ma di certo non mancano gli spunti. Il viaggio fantasioso intrapreso dalla protagonista mi fa pensare per esempio ad ‘Alice nel paese delle meraviglie. Tuttavia, il parallelo si ferma lì, perché in questo caso si va in certo senso a curiosare nell’inconscio femminile e lo si fa un po’ per un gusto semplicemente psicologico, ma un po’ anche un certo occhio voyeuristico che segue certi canoni maschili. Poi, ho notato lo scontro fra la trama originale e l’utilizzo di stereotipi che non lo sono propriamente. Così, dal film traspaiono vari elementi, come l’amore per il mondo dei fumetti, le citazioni che sembrano rifarsi ai videogiochi, l’influenza di un certo cinema di matrice giapponese, la presenza delle arti marziali, così come di riferimenti al genere fantasy. Inoltre, se “300” era una pellicola dai forti connotati maschili, qua si passa ad un punto di vista pressoché completamente femminile. Il risultato finale non è di immediata comprensione. Personalmente, sono propenso a considerare in maniera positiva questa produzione cinematografica, ma non mi sento di dire che sia un capolavoro. Nonostante ciò, consiglio volentieri una visione del film. Il prezzo è legato al costo del biglietto (8 euro nella mia zona), dal momento che è attualmente in proiezione nelle sale di tutta Italia.

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