Taxi Driver (film drammatico)

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Taxi driver, uscito nelle sale cinematografiche nel 1976, appartiene al genere drammatico ed è diretto da Martin Scorsese, il film ha ottenuto fin da subito un grande successo di pubblico e di critica. Attori protagonisti sono un giovane Robert De Niro e Jodie Foster all’epoca tredicenne. Per la sua interpretazione di Iris, la Foster venne anche candidata al premio Oscar. La storia è ambientata in una New York cupa e solitaria, il protagonista si chiama Travis Bickle, un giovane alienato dalla società che guida un taxi di notte e passa le giornate in squallidi bar e in cinema a luci rosse. Travis soffre di stress post traumatico, è un ex soldato, ma nessuno si accorge del suo malessere e vive con molta angoscia la sua situazione. Prova qualcosa per Betsy, una giovane impiegata statale ma tra i due la relazione non va molto bene e la donna si allontana, considerandolo un tipo strano e ossessivo. Una notte nel taxi di Travis entra una ragazza di appena tredici anni, si chiama Iris e fa la prostituta, la giovane cerca di scappare dal suo protettore. Travis prende molto a cuore la sua storia, ma lei dopo quella notte non vuole più saperne di lui e dice di non voler lasciare il lavoro. Il tassista inizia a stare male, soffre di seri disturbi mentali e vede nella società tutto il male che lo circonda. Compra una pistola perché vuole uccidere il senatore Palatine, il capo di Betsy, ma quando prova a sparare viene fermato dalle guardie del corpo, ma riesce a fuggire. Senza arrendersi decide di liberare Iris e si reca nel quartiere, dove la ragazza si prostituisce, spara al suo protettore, poi uccide un affittacamere e ferisce anche il cliente che si trovava in quel momento con la ragazza. Prova anche a suicidarsi ma ha finito tutte le munizioni nella sua pistola. Nel finale vengono mostrati alcuni giornali, brevi fotogrammi che fanno capire come la società e i media hanno reagito alla sparatoria. Travis viene considerato un eroe moderno per aver salvato Iris, ma il giovane non appare rincuorato da questo suo ruolo. Sempre solo e a bordo del suo taxi gira per la città senza speranze per il futuro. La pellicola rappresenta l’ultimo lavoro di Bernard Herrman, celebre compositore di colonne sonore scomparso prima dell’uscita del film. Scorsese ha volutamente lasciato il finale del film aperto per dare agli spettatori la possibilità di interpretare come meglio credevano il finale. Non si capisce, infatti, se Travis sia guarito o abbia ancora dei problemi psichici. Il film ha un forte impatto emotivo e una carica drammatica che non si esaurisce per tutta la durata della pellicola, è molto introspettivo, De Niro con la sua interpretazione ha dato al personaggio di Travis molte sfumature recitative memorabili. La storia proprio per la sua crudeltà fece molto scalpore all’epoca anche perché la Foster aveva realmente dodici anni quando recitò nel film. Durante le riprese la bambina prodigio di Hollywood venne seguita da uno psicologo e nelle scene più forti venne sostituita da una controfigura, che nella realtà era la sorella maggiore. Ancora oggi la pellicola resta uno dei film americani più importanti e molti gli hanno reso omaggio.



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