Telecom: arriva la tariffa unica, risparmio sui cellulari. Chiamate a fissi più care

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Una sola tariffa. Non importa se devi chiamare sotto casa o dall’altra parte della Nazione. Non fa differenza se il tuo interlocutore ti sta rispondendo da un telefono fisso o mobile o se è collegato alla rete di questo o di quel gestore: parlare con lui, da rete Telecom Italia, oggi costa sempre 5 centesimi al minuto, più altri 5 di scatto alla risposta.

Il primo Aprile è entrata in vigore la nuova tariffa base del primo gestore della telefonia italiana. Un listino che ha il vantaggio di essere più chiaro per l’utente poiché svaniscono le distinzioni tra le varie chiamate. Ma non ci sono solo vantaggi. A conti fatti solo per alcune tipologie di telefonate c’è convenienza economica rispetto al recente passato.

TELEFONARE AI CELLULARI COSTA MENO

Ma andiamo con ordine. Confrontiamo le attuali tariffe con quelle in vigore sino al 31 Marzo. Fino ad allora contattare un telefonino da un apparecchio fisso costava 9.90 centesimi al minuto con uno scatto alla risposta di 7.94 centesimi.
La convenienza delle nuove condizioni è evidente anche se il nuovo sistema di tariffazione prevede scatti anticipati di sessanta secondi. In pratica, trascorso il primo secondo di conversazione, l’utente pagherà 10 centesimi e non ci saranno differenze se la telefonata durerà pochissimi istanti o cinquantanove secondi.

CHIAMATE A FISSI: SI PAGA DI PIU’ PER QUELLE LUNGHE
Discorso completamente differente se parliamo di chiamate nazionali e locali ad altri apparecchi fissi. Fino a pochi giorni fa la tariffa era di 1.90 centesimi al minuto (in aggiunta sempre allo scatto alla risposta che ricordiamo era di poco inferiore agli otto centesimi). Oggi i costi si uniformano a quelli delle chiamate a cellulari: 5 centesimi più 5 alla risposta.
Un esborso praticamente identico a quello previsto dalla precedente tariffa, ma solo per i primi sessanta secondi. L’aumento è invece crescente per le chiamate più lunghe.
In definitiva il nuovo listino rappresenta una vera e propria stangata per chi comunica prevalentemente grazie a lunghe telefonate nazionali o locali. Chi effettuerà più di tre ore mensili di telefonate a rete fissa potrà comunque beneficiare di uno sconto del 50 per cento sulle ulteriori chiamate dello stesso tipo.
CANONE E COSTI IN CASO DI RECESSO
Sempre dal primo aprile è entrato in vigore il nuovo canone valido per gli utenti privati. Da 16.64 euro mensili si passa ai 17.40 euro. L’incremento, fanno sapere da Telecom Italia, è stato necessario per adeguare l’importo all’inflazione. Novità infine per chi vorrà cessare il rapporto contrattuale con la compagnia. Chi lo farà anche dopo il primo anno dovrà pagare un costo fisso di 34.90 euro.

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